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lunedì 26 novembre 2012

Cos'è il tagliando auto, quanto costa, ogni quanto farlo



Certi di offrire un servizio utile ai nostri lettori, continuiamo con le nostre guide
riguardanti alcuni aspetti fondamentali del mondo dell’auto. Questa volta parleremo del tagliando auto, cercando il più possibile di chiarire alcuni dubbi e di fornire qualche informazione in merito.  

Intanto, per i meno esperti, è utile sapere che il tagliando auto è il check up che ogni veicolo circolante dovrebbe sostenere periodicamente. Consente infatti di tenere sotto controllo le parti principali soggette ad usura, preservando lo stato di salute dell’auto e garantendo il mantenimento di tutti gli standard di sicurezza. A volte viene fatta confusione con la revisione, ma si tratta di pratiche ben distinte e con finalità differenti.

Tagliando auto: cos’è e cosa comprende
Come abbiamo detto, il tagliando auto è un controllo periodico in cui tutte i componenti che possono deteriorarsi con il normale utilizzo vengono ispezionati ed eventualmente sostituiti. Lo scopo è quello di intervenire sul veicolo prima che si manifestino problemi meccanici o malfunzionamenti vari. Ecco perché tutte le varie case automobilistiche, a seconda del modello in questione, danno indicazioni precise sui tempi e i modi in cui devono essere fatti i controlli. Occorre anche tenere presente che spesso il secondo o il terzo tagliando di una vettura prevedono un check up più approfonditi dei precedenti. In linea di massima possiamo comunque generalizzare dicendo che in officina vengono controllati:
-cinghie di trasmissione
-climatizzatore
-pressione degli pneumatici e stato di usura (anche della ruota di scorta)
-stato di usura delle pastiglie dei freni
-sospensioni
-funzionamento delle luci interne ed esterne
-livelli dei fluidi dell’auto (in particolare olio, liquido refrigerante, liquido freni e detergente lavavetri)
-verifica di eventuali perdite nel motore
-mancanza di acqua nel filtro del gasolio
-marmitta


Tagliando auto: ogni quanto farlo
È difficile indicare degli intervalli che si adattino ad ogni vettura e ad ogni produttore. In tutti i casi le scadenze sono stabilite in base a due parametri: il numero di chilometri percorsi e il tempo (in anni). Il tagliando auto va fatto al raggiungimento di uno dei due limiti fissati dalla casa madre e in base ad essi si possono distinguere:
-auto con tagliando ogni 15.000/20.000 km o 1-2 anni
-auto con cambio olio ogni 15.000 km e tagliando ogni 30.000
-auto con tagliandi cosiddetti longlife ogni 30.000/50.000 km o 2 anni
In alcuni casi la centralina di bordo, anche grazie ad alcuni sensori, è in grado di valutare automaticamente quando è necessario fare il tagliando. Questo significa che gli intervalli tra un controllo e l’altro possono essere variabili, in funzione anche dello stile di guida e delle condizioni del mezzo. 


Tagliando auto: dove farlo
Tempo fa il tagliando auto era da effettuare obbligatoriamente presso un officina ufficiale del marchio di appartenenza. A partire dal 2002 tuttavia, in seguito al Decreto Monti (oggi Regolamento UE n. 461/2000) è possibile rivolgersi presso qualunque officina indipendente purché regolarmente autorizzata. In questo modo l’eventuale garanzia in corso non decade, a patto però che vengano rispettati gli intervalli di manutenzione programmata fissati dalla casa madre. 

Tagliando auto nuova
Su alcune auto nuove a volte è consigliato un controllo ad un intervallo ridotto, tuttavia a grandi linee quasi tutte case automobilistiche stanno parificando il primo tagliando a tutti gli altri. Anche in questo caso comunque è possibile rivolgersi a qualunque officina autorizzata, anche indipendente quindi, ma per non invalidare la garanzia è necessario rispettare il chilometraggio prescritto dal costruttore. 

Tagliando auto: obbligatorio?
Diciamo subito che per una vettura ormai fuori garanzia il tagliando auto non è obbligatorio (anche se altamente consigliato). A questo proposito è utile sottolineare la differenza sostanziale con la revisione, che serve per attestare che in base ai parametri della Motorizzazione un veicolo può circolare regolarmente in sicurezza sulle strade. Questa è infatti obbligatoria, ma è unicamente un attestato dello stato di funzionamento del mezzo senza addentrarsi in controlli sui componenti. 

Tagliando auto: costo e prezzo
Ecco la nota dolente, il costo di un tagliando. In realtà anche in questo caso è impossibile dare indicazioni precise, visto che ci sono un sacco di variabili da tenere presente. Se è vero che in media un intervento di un’officina ufficiale ha costi superiori, è anche vero che il conto finale di un tagliando auto dipende molto dagli eventuali componenti sostituiti. Grande variabilità è anche data dal modello e dal marchio dell’auto in questione, dati anche i prezzi differenti dei ricambi stessi. Si può andare dai 200€ fino anche oltre i 1000€ e negli ultimi tempi sono nati alcuni servizi (come Tagliandodiretto.it – http://www.tagliandodiretto.it/ – ed Eurorepar – http://www.eurorepar.it/ )che permettono di risparmiare rivolgendosi comunque a specialisti del settore. Negli ultimi tempi si stanno diffondendo i gruppi on-line di acquisto come Gropualia e Groupon, che a volte offrono tagliandi auto a prezzi vantaggiosissimi. Verificate nei dettagli l’offerta proposta, soprattutto da quali individui del settore l’offerta è proposta.

Tagliando auto fai da te
Se è vero che per controllare i livelli, lo stato di usura delle pastiglie dei freni o per effettuare un banale rabbocco di olio o liquido lavavetri è sufficiente avere una buona manualità, è anche vero che per un vero tagliando le cose possono non essere semplicissime. Anche nel caso di una sostituzione dell’olio, quello esausto deve essere raccolto e avviato a corretto smaltimento (e questo può avere costi differenti a seconda dei comuni di residenza). Non parliamo poi della sostituzione di cinghie o componenti di più difficile accesso, che restano alla portata di chi sa davvero dove mettere le mani nei motori.
Fonte: Allaguida.it


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mercoledì 21 novembre 2012

Rca auto, cosa cambia (ed è importante saperlo) dal 1 gennaio 2013

A partire dal 1 gennaio 2013, il contratto di assicurazione RCA per l’auto non si rinnoverà più automaticamente, per cui non opererà la tolleranza di 15 giorni dopo la scadenza: chi non provvederà, entro tale data, al rinnovo della polizza sarà soggetto al sequestro del veicolo.


A partire dal 1 gennaio 2013, il contratto di assicurazione RCA per l’auto non si rinnoverà più automaticamente, per cui non opererà la tolleranza di 15 giorni dopo la scadenza
Come noto, sino ad oggi, nel caso di contratto di assicurazione RCA con la clausola di rinnovo tacito della polizza alla scadenza (quasi la totalità dei casi), era stabilita una tolleranza di quindici giorni durante i quali, se l'assicurato non aveva richiesto la disdetta, poteva comunque giovare della copertura assicurativa pur in assenza di pagamento del premio [1]. Inoltre, all'automobilista non veniva elevata alcuna multa se trovato con l'assicurazione scaduta purché entro i cinque giorni successivi a detta scadenza (sia che sorpreso alla guida, sia che il veicolo venga notato in sosta con il contrassegno scaduto).

Tuttavia, una recentissima riforma [2], a tutti passata inosservata, ha cambiato questa regola. Dal primo gennaio prossimo, per tutti i contratti di assicurazione obbligatoria RCA l'assicurato non potrà più beneficiare, alla scadenza, della tolleranza di quindici giorni. Infatti, la nuova legge impedirà il rinnovo tacito delle polizze assicurative che, pertanto, avranno una durata massima di un anno. Le eventuali clausole in contrasto con tale dettato saranno nulle.
Per le clausole di tacito rinnovo previste nei contratti anteriori al 20 ottobre 2012, la nullità scatterà solo a partire dal 1° gennaio 2013.

In caso di contratti in corso di validità alla data del 20 ottobre con clausola di tacito rinnovo, le imprese di assicurazione dovranno comunicare per iscritto ai contraenti la perdita di efficacia della clausola con congruo anticipo rispetto alla scadenza del termine originariamente pattuito.

Questa modifica cambierà anche le regole rispetto ai controlli effettuati dalle forze dell'ordine: chi sarà trovato senza copertura assicurativa, anche durante il "vecchio" periodo di franchigia dei 15 giorni, subirà una sanzione di 798 euro e il sequestro immediato del veicolo finalizzato alla confisca.

[1] Più precisamente la copertura assicurativa era operativa comunque nei 15 giorni successivi alla scadenza nel caso di rata intermedia (generalmente semestrale), mentre, in caso di scadenza annuale del contratto senza clausola di tacito rinnovo, era comunque necessario controllare se la compagnia concedesse o meno i 15 giorni di proroga della copertura.
[2] Art. 22 del DL. 179 del 18.10.2012, che ha introdotto l'art. 170-bis al D.lgs. 209/2005 (codice delle assicurazioni private)
Fonte: Studio Legale Avv. Angelo Greco (www.avvangelogreco.it) 

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martedì 20 novembre 2012

Revisioni auto: nuove regole europee

Nuove regole renderanno uguali in tutta Europa le revisioni di auto e moto 

Una proposta di regolamento potrebbe a breve modificare la disciplina delle revisioni dei veicoli a motore all'interno di tutti i Paesi dell'Unione Europea.
L'obiettivo è quello di prevedere norme più rigide al fine di integrare l'azione che mira a dimezzare il numero di vittime per incidenti stradali entro il 2020 sulle strade del nostro Continente.
L'iniziativa avrà quindi l'intento di andare ad aggiungersi alle altre misure già applicate da tutte le nazioni, che vanno dalle campagne di sensibilizzazione ai controlli della velocità sulle strade.

La scuola italiana

Per la verità, la proposta di regolamento pensata per armonizzare le norme in tutta l'Unione non rivoluziona quanto in vigore in Italia.
Le nostre revisioni,  infatti, sono all'avanguardia non solo a livello europeo, ma anche in  ambito mondiale, visto che già da tempo prevedono scadenze piuttosto  ravvicinate, e soprattutto comprendono tutti i veicoli a motore.
Compresi ciclomotori e motocicli a due, tre e quattro ruote, che in altri Paesi sono ancora esclusi dai controlli periodici di sicurezza.

 

Verifiche annuali per chi viaggia di più

Si  parla quindi di introdurre un intervallo molto simile a quello in  vigore da noi che, lo ricordiamo, prevede la prima revisione a quattro  anni dalla prima immatricolazione del veicolo, e successivamente ogni  due anni.
Rispetto a questo programma, però, ci sono alcune varianti. Dalla terza scadenza in poi la verifica di sicurezza passerebbe da biennale ad annuale, ma la revisione ogni 12 mesi  diventerebbe obbligatoria per tutti i veicoli che superano una  percorrenza di 160.000 chilometri. Indipendentemente dall'anzianità.
Nuova  è anche l'intenzione di dare valore di prova giuridica registrata la  lettura del chilometraggio, per evitare frodi, e la possibilità di  effettuare le verifiche in tutte le officine autorizzate europee, non solo in quelle del Paese nel quale l'auto è stata immatricolata.

Controlli su strada per camion e furgoni

Tra  le novità, è inoltre prevista l'introduzione di test più mirati per  valutare le condizioni delle sospensioni, e del corretto funzionamento  dei sistemi elettronici di controllo per la sicurezza.
A questi si dovrebbero poi aggiungere controlli tecnici su strada per tutti i veicoli commerciali, oltre a quelli già previsti per i veicoli industriali con peso superiore ai 35 quintali.

mercoledì 7 novembre 2012

L'etichetta entra nella Carta d'Identità del penumatico

lo scorso mese abbiamo anticipato l'entrata in vigore della nuova norma. Oggi approfondiamo l'argomento con le opinioni delle associazioni e qualche suggerimento utile.

L’etichettatura dei pneumatici (regolamento europeo 1222/2009), obbligatoria dal 1 novembre 2012 sulle gomme auto, trasporto leggero e autocarro prodotte dal 1 luglio 2012, è un cambiamento epocale per il mondo dei pneumatici e deve essere accompagnato da grande professionalità da parte di tutti gli attori del mercato, da una comunicazione chiara e incisiva e da adeguati controlli, al fine di tutelare la concorrenza leale, le scelte consapevoli dell’utilizzatore finale e la sicurezza stradale.
Il labelling riguarda tre parametri principali: resistenza al rotolamento (bassa resistenza al rotolamento vuol dire anche minori emissioni di CO2 e minor consumo di carburante), aderenza sul bagnato e rumorosità.
“L’etichettatura dei pneumatici è un vantaggio per il consumatore che avrà alcuni elementi oggettivi per poter orientare le proprie scelte che si aggiungeranno a quelli che vengono abitualmente valutati durante il processo di acquisto”, afferma Fabio Bertolotti, direttore Assogomma. “Questa novità dovrà però essere accompagnata da una efficace attività di controllo sul mercato da parte delle autorità preposte. Senza controlli infatti si favorirà la frode in commercio con vendita di prodotti non conformi a tutto svantaggio sia del consumatore finale che dei costruttori corretti, vanificando gli sforzi tecnologici finalizzati a migliorare efficienza economica, ambientale e di sicurezza stradale.
L’etichetta si presta per sua natura a possibili usi non corretti o addirittura a contraffazione. E’ pertanto necessario che il nostro paese attivi nel più breve tempo possibile un sistema di controllo sul mercato volto ad evitare che si verifichino inadempimenti con danni ai consumatori, ma anche ai costruttori seri. In caso di contraffazione infatti si devono applicare le sanzioni previste dal Codice del consumo, il provvedimento emanato nel 2005 che raccoglie tutta la normativa a tutela del consumatore”.


 

L’etichetta entra nella Carta d’Identità del pneumatico

Il labelling segna indubbiamente l’inizio di una nuova era nel settore gomme, e proprio per l’importanza della novità che le Associazioni promotrici di ‘Pneumatici Sotto Controllo’, Assogomma e Federpneus, hanno deciso di valorizzarne al massimo i contenuti e la comunicazione, utilizzando anche uno strumento molto utile e apprezzato dai professionisti del settore e dagli utenti: la Carta d’Identità del pneumatico.
“Tutto quello che contribuisce a migliorare la trasparenza nei confronti del consumatore è benvenuto da Federpneus - sottolinea il presidente di Federpneus Guido Schiavon - in quest’ottica il labelling è sicuramente un passo in avanti, tanto è vero che nella nuova versione della Carta d’Identità del pneumatico, realizzata insieme ad Assogomma, vi è lo schema da compilare con i dati dell’etichettatura degli pneumatici venduti.
Non dimentichiamo tuttavia che la nuova norma riguarda solo alcuni aspetti delle prestazioni degli pneumatici. Resta quindi imprescindibile la professionalità del rivenditore specialista che può dare i giusti consigli nella scelta degli  pneumatici rispetto alle esigenze del veicolo, dello stile di guida, dell’utilizzo del mezzo e, fattore molto importante in questi periodi, del giusto rapporto qualità prezzo”.
La Carta d’Identità del pneumatico, è, dal nome stesso, un documento di identificazione dei pneumatici dei clienti contenente i dati principali della singola gomma e anche molte informazioni utili su uso e manutenzione.
La nuova edizione 2012 ha recepito appunto i contenuti dell’etichettatura del pneumatico a tutto vantaggio dell’automobilista.
La Carta, valorizzata dal Patrocinio del Ministero dei trasporti, è un documento che ciascun automobilista e motociclista privato può ricevere, gratuitamente, dal proprio rivenditore di fiducia all’atto dell’acquisto di pneumatici di qualsiasi marca.
E’ stata concepita per mettere tutti i consumatori nelle condizioni di utilizzare al meglio i propri pneumatici e inoltre può accompagnare lo scontrino o il documento fiscale illustrando i termini della garanzia per i beni di consumo.
Questo documento (non obbligatorio), è stato realizzato alcuni anni fa e ancora adesso resta uno degli strumenti di maggior appeal per il rivenditore specialista.
‘Pneumatici Sotto Controllo’ mette a disposizione sul sito ufficiale www.pneumaticisottocontrollo.it, in homepage, la Carta d’Identità online. In questo modo è possibile compilarla online e il sistema genererà un documento che potrà essere stampato per consegnarlo al cliente e salvato sul proprio pc per archiviare la pratica.
Nella sezione relativa ai dati del pneumatico sono indicati marca, misura, indice di carico, codice di velocità, nome commerciale e dot, e ora anche i parametri dell’etichettatura: 5 colonne nuove, 4 dedicate al labelling con resistenza al rotolamento, aderenza sul bagnato e rumorosità e una dedicata al pneumatico invernale. Grazie a comodi menu a tendina è possibile selezionare i parametri di ogni singolo pneumatico (da ‘A’ a ‘G’ per resistenza al rotolamento e aderenza sul bagnato, da 1 a 3 ‘ondine’ per il rumore) e aggiungere i decibel relativi alla rumorosità.
La Carta d’Identità è un efficace strumento di comunicazione, di fidelizzazione e di identificazione del vero ‘professionista del pneumatico’.

fonte: Pneurama.com

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