Visualizzazione post con etichetta viaggio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta viaggio. Mostra tutti i post

giovedì 7 novembre 2013

Guida - come acquistare pneumatici online.


Importanti consigli se cerchi pneumatici in internet per risparmiare. Come tutelarsi da truffe e scegliere il negozio online giusto per i tuoi pneumatici auto.
Vuoi acquistare pneumatici nuovi per la tua auto, suv o fuoristrada ma non vuoi spendere un patrimonio? Con internet è possibile. Il web è pieno di siti che vendono pneumatici online, alcuni addirittura arrivano ad uno sconto del 30% rispetto ad un classico acquisto presso un rivenditore tradizionale o ad un supermercato. L’importante è  sapere quali siti web scegliere, in modo da avere la possibilità di farsi valere nel caso qualcosa non vada. L’importante è sapere che nel web vigono le medesime leggi e le stesse tutele del negozio tradizionale.
Acquistare pneumatici online
Come detto sopra in rete si possono trovare tanti siti che vendono pneumatici online, alcuni sono stranieri; come tutelarsi quindi per non avere brutte sorprese? Verificate che l’identità del venditore sia identificabile tramite Nome, Indirizzo e Partita IVA, che emetta una regolare fattura e che al momento dell’ acquisto delle gomme abbia previsto una procedura per restituire la merce, qualora ci ripensiate e voleste avvalervi del diritto di recesso, che per gli acquisti a distanza la legge prevede due settimane.
Scegliere il negozio online Giusto 
Per acquistare pneumatici su Internet potete rivolgervi ai siti specializzati,  negozi “tradizionali” che vendono anche on line; oppure, prendere parte ai siti di aste (eBay). In quest’ ultimo caso prima di concludere l’asta accertate l’identità del venditore, poiché se si tratta di un privato non rilascerà ne scontrino / fattura ne garanzia (per legge, 2 anni dall’acquisto. esiste anche una garanzia per gli acquisti da privati, informatevi bene prima). Preparatevi a pagare in anticipo il più delle volte con carta di credito, assegno, bonifico.

QUALCHE CONSIGLIO
Prima di acquistare pneumatici on line, controllate l’affidabilità del sito, cercando su internet forum con racconti di esperienze negative. Inoltre, preferite il pagamento in contrassegno, c’è qualche “negozio on line” che lo prevede: si consegna il denaro contante al corriere che porta la merce; in questo caso, però, non vi sarà possibile farvi consegnare i pneumatici presso un gommista di appoggio. Inoltre, verificate l’efficienza del servizio clienti, controllandone la rapidità di risposta e la preparazione su domande specifiche (come i tempi di consegna o le procedure per i ricorsi). Leggete attentamente tutte le condizioni d’acquisto e controllate che esista un indirizzo postale a cui inviare, per raccomandata con avviso di ricevimento, un eventuale reclamo cartaceo. E, se proprio avete la sensazione di essere stati raggirati, non esitate a presentare un esposto in un commissariato di Polizia o in una stazione dei Carabinieri.

MA CONVIENE VERAMENTE?
A ogni modo, la prima cosa da valutare prima di procedere con l’acquisto di pneumatici on line è se questa strada conviene sul serio. Spesso sul web i prezzi sono allettanti, considerato che includono le spese di spedizione. Tuttavia, non comprendono quelle per il montaggio che, nonostante le convenzioni dei principali siti internet con le officine, si aggirano attorno ai 15 euro a gomma, incluse la sostituzione della valvola e la bilanciatura della ruota. Il confronto con i preventivi dei gommisti va fatto tenendo conto anche di questa cifra. AlVolante.it lo ha verificato per pneumatici di una misura molto diffusa (205/55 R 16) valutando una ventina di marche. Risultato? Confrontando le migliori offerte reperite sul web (in una decina di siti) con quelle di una trentina di gommisti, soltanto in un caso su tre il risparmio era superiore al 5%.
Vi ricordiamo le diverse strade per poter acquistare pneumatici:
  • Gommista. È la prima scelta che viene in mente quando si tratta di acquistare un treno di gomme. Il gommista vi farà il preventivo in base alla tipologia scelta e alla disponibilità dei produttori dai quali si rifornisce. Comprenderà nel prezzo anche montaggio e equilibratura e sarà in grado di consigliarvi la scelta migliore.
    Per trovare un gommista vicino e contattarlo, Automobilweb.it è lo strumento più efficace.
  • Ipermercati. Un’alternativa al gommista è quella di comprare le gomme presso ipermercati e centri commerciali. In questo caso si possono trovare dei prezzi più bassi rispetto al gommista, ma per due motivi: o si tratta di marche low-cost, che quindi non garantiscono prestazioni ottimali, oppure sono degli stock da smaltire dell’anno precedente (cosa che potete verificare guardando la data di produzione sulla gomma). In questo caso la gomma sarà più soggetta a usura e faranno minore aderenza. Non vogliamo sconsigliare la scelta del supermercato, ma magari non acquistatele ad occhi chiusi: controllate il produttore e ll periodo di fabbricazione, e magari chiedete un parere a qualche meccanico o amico particolarmente esperto. E considerate sempre i costi di spedizione e montaggio.
  • On-line. L’ultima alternativa è acquistare un treno di gomme su internet. Sono molti i siti che le propongono, a costi vantaggiosi e con la possibilità di avere un’ampia scelta su tutti i tipi di pneumatici.
Negozi pneumatici online: PERCHÈ SI RISPARMIA?
In alcuni siti i prezzi sono estremamente bassi e competitivi poiché vengono acquistati grandi quantitativi di pneumatici direttamente dai Costruttori o dai mercati esteri; in questo modo si eliminando alcuni passaggi da un fornitore all’altro, il prezzo finale scende.
Preventivo dal Gommista
Per valutare l’effettiva convenienza, chiedete un preventivo a un gommista: per pneumatici di misure e marche molto diffuse la differenza è minore, mentre se cercate un prodotto particolare, Internet può farvi risparmiare tanti soldini. Con Automobilweb.it trovate in pochi click il gommista più vicino a casa tua.
Acquistare pneumatici online, chi vi tutela?
Comprare su Internet non significa non essere tutelati. Per legge (dl.  190/2005), son 14 i giorni trascorsi dal momento dell’ordine per cambiare idea (diritto di recesso). L’inconveniente è restituire i pneumatici al venditore a spese proprie.
L’importanza della fattura
Nel caso vi fossero arrivati pneumatici non conformi all’ordine (misura, modello o difetti visibili) presentate un reclamo. Alcuni siti prevedono una procedura via e-mail.
Se invece il venditore ha sede in Paesi nell’Unione Europea, esiste un apposito modulo scaricabile dal sito del Centro europeo dei consumatori (www.ecc-netitalia.it).
Fatevi rilasciare la fattura al momento dell’ ordine per poter far valere il diritto alla garanzia, (2 anni).Spedizione pneumatici e pagamento
L’ultimo passo, ma non per importanza è il pagamento: esistono vari modi per pagare le gomme appena acquistate:
  • Bonifico Bancario (valutatene sempre il costo)
  • Assegno
  • Carta di credito (se non volete usare la vostra carta personale potete acquistarne una prepagata in banca o in posta.)
Dopo aver ricevuto il pagamento, il venditore darà il via alla spedizione (solamente alcuni siti fanno pagare al ricevimento della merce).


E adesso, da chi li faccio montare? 
Controllate che il sito abbia una rete di officine convenzionate in cui montare le gomme, e verificate il costo del servizio.
In questo modo potrete valutare la vera convenienza rispetto al gommista inoltre risulta molto comodo farsi spedire le gomme presso l’officina scelta e non a casa, evitando voi stessi il trasporto.
fonti: 6sicuro.it - alvolante.it - gommeblog.it

giovedì 7 febbraio 2013

Aquaplaning: consigli utili




Il caso più frequente di fondo a scarsa aderenza si ha in caso di pioggia; le persone spesso sottovalutano il fenomeno senza prendere le dovute precauzioni. Innanzitutto, per garantire una perfetta espulsione dell'acqua presente nel manto stradale bisogna accertarsi che le gomme siano alla pressione giusta in modo che il battistrada abbia la forma per cui è stato progettato, ed espella l'acqua in maniera ottimale; una volta controllata la pressione degli pneumatici (controllo che comunque va fatto ogni mese) bisogna ricordare, salendo in macchina in queste condizioni, che il veicolo ha un limite: quando la velocità di rotazione del pneumatico fa sì che l'acqua non possa essere evacuata del tutto da sotto il battistrada o quando prendiamo una pozzanghera profonda (dove l'acqua non può essere evacuata) si incorre nel pericolo dell'aquaplaning.



AQUAPLANING - Questo fenomeno appunto detto anche del "galleggiamento" fa sì che la vettura perda direzionalità galleggiando sopra l'acqua e può accadere anche in rettilineo; per questo bisogna usare la massima prudenza e cercare di non superare i limiti fisici della vettura. Quando si parla di questi argomenti bisogna sfatare molti luoghi comuni; per esempio, molti credono che montando dei pneumatici maggiorati si ha una maggiore tenuta nei fondi a bassa aderenza; ciò non è assolutamente vero; infatti aumentando l'impronta al suolo del pneumatico, aumenta anche l'acqua da espellere, per non galleggiare, e quindi anche la possibilità che non venga espulsa; c'è anche da dire che abitualmente pneumatici di larghezza superiore sono associati a disegni nel battistrada più efficienti, che migliorano l'evacuazione dell'acqua e quindi un pneumatico maggiorato eguaglia (o alcune volte supera) i livelli di aderenza di uno standard di primo equipaggiamento nel bagnato.



COSA FARE - Nel caso in cui tutte queste precauzioni atte ad evitare la perdita del controllo del mezzo risultino inutili, bisogna mantenere salda la posizione del volante con le mani alle 9.15 per la maggior presa, così da evitare una sbandata all'atterraggio (eh già) dell'auto appena finita la pozzanghera. Inoltre dovete ricordarvi di non frenare e mantenere il gas costante (sappiamo che è anti instintivo ma ci vuole sangue freddo). Al massimo potete alleggerire la pressione sul pedale dell'acceleratore, ma sempre in maniera molto dolce e progressiva.



GOMME TERMICHE - Nelle città dove la pioggia o addirittura la neve sono molto frequenti è preferibile usare coperture del tipo "termico"; queste coperture differiscono da quelle estive (quelle tradizionali) per la loro particolare mescola termoaderente e per particolari disegni tassellati che aumentano il "grip" (aderenza al suolo); tuttavia queste gomme possono essere usate solo nei periodi freddi perché ad alte temperature si consumano velocemente e hanno scarse prestazioni; punto di forza, è la comodità di poter andare anche sulla neve, senza l'uso di catene (in casi estremi quali ghiaccio è possibile montare le catene) nella maggior parte dei casi. Ora passiamo in rassegna i più diffusi (e quindi economici) dispositivi che aiutano in queste situazioni a mantenere il controllo del veicolo, per approfondimenti vedi la sezione "Sistemi di sicurezza".



ABS - Già nominato precedentemente l'ABS, un innovativo sistema che grazie al Nuovo Codice della strada sarà obbligatorio su tutte le macchine; questo dispositivo permette una frenata sicura sui fondi a scarsa aderenza perché ha dei sensori posizionati sulle quattro ruote che rilevano il bloccaggio delle medesime e provvedono allo "sbloccaggio"; in sintesi il sistema funziona così: il guidatore frena esercitando una pressione sul pedale, ma la strada è a bassa aderenza e quindi la frenata è eccessiva provocando il bloccaggio di alcune ruote; a questo punto la centralina rileva le ruote bloccate e la sblocca; subito dopo esercita la stessa pressione frenante sulle ruote; se le ruote si dovessero bloccare di nuovo verranno subito sbloccate nuovamente; questo blocca-sblocca è segnalato al guidatore dalle pulsazioni del pedale del freno, che indica appunto che in questo caso è stato necessario l'intervento dell'ABS, queste pulsazioni però non devono farvi abbandonare la pressione sul pedale del freno, ma dovete insistere con la stessa. Con questo semplice ed ingegnoso meccanismo l'auto non perde mai direzionalità perché le ruote non si bloccano mai del tutto, ma solo per delle piccole frazioni di secondo; non solo, si ha anche un valore di decelerazione molto più alto sia sull'asciutto che sul bagnato.



TCS - Altro importantissimo sistema è il TCS ovvero il controllo della trazione; questo sistema gestito da una centralina elettronica, come l'ABS, è affidato alla rilevazione di sensori posti sempre sulle ruote che rilevano lo slittamento delle stesse; appena uno dei sensori (posti evidentemente nelle ruote della trazione) rileva lo slittamento di una ruota, provvede a "tagliargli" l'alimentazione (di carburante) per qualche frazione di secondo in modo da fargli riacquistare aderenza e spostare la coppia motrice sull'altra ruota che provvederà a mantenere la direzionalità del mezzo; altro sistema variante del TCS, è il BTCS dove la centralina, al posto di tagliare l'alimentazione, agisce sui freni e frena la ruota che slitta, ottenendo lo stesso risultato del taglio di alimentazione; alcune persone addirittura dicono che il BTCS (più economico è destinato a macchine piccole) sia più efficiente del normale TCS ma la loro efficacia dovrebbe essere approssimativamente la stessa. Grazie al TCS si può partire ad esempio sul bagnato evitando lo slittamento delle ruote di trazione, anche se non si è prestata particolarmente attenzione nel dosare l'acceleratore e la frizione; ma uno dei maggiori giovamenti del sistema si ha sulla neve dove macchine dotate di TCS riescono ad "arrampicare" ad esempio nelle strade di montagna senza problemi; altra situazione in cui il TCS è utilissimo, è quando le ruote destra e sinistra si trovano in fondi a diversa aderenza (ad esempio asfalto e cemento) dove esagerando di acceleratore si può addirittura provocare un testacoda.



ALTRI SISTEMI - L'uso è la spiegazione degli altri innumerevoli (è più costosi) sistemi presenti nelle nuove autovetture, (ad esempio il controllo elettronico di stabilità) è rimandato alla sezione "Sistemi di sicurezza" dove troverete una spiegazione più approfondita di tali sistemi e di tutti gli altri presenti in commercio; ma il "dispositivo" più efficace in questi casi è la nostra prudenza; chi vi parla è una persona che è considerato da molti un "pericolo" alla guida, ma che però cerca di capire quando non si può andare oltre un certo limite.



L'importante è dunque non superare il limite della circostanza in cui ci si trova; questa è la guida sicura!
fonte:  sicurauto.it

Cerca il professionista più vicino per far controllare la tua auto con Automobilweb

martedì 5 febbraio 2013

Vademecum: nuove regole gomme invernali

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha emanato una direttiva sulla circolazione stradale durante il periodo invernale e in caso di emergenza neve (ne abbiamo dato notizia qualche settimana fa sul blog Automobilweb).
 
Per dare un contributo alla corretta informazione sul tema e sulla lettura della direttiva del 16.01.2013, il gruppo produttori di pneumatici di Assogomma ha realizzato una nota che riporta i quesiti possibili e le relative risposte, e sintetizza in modo chiaro e diretto le nuove regole sulla circolazione in inverno nel nostro paese. 



 
“Questa direttiva è stata fortemente voluta e sollecitata già lo scorso inverno, da Assogomma e da Federpneus allo scopo di fare chiarezza circa l’applicazione dei provvedimenti che disciplinano la circolazione durante la stagione fredda ed in particolare quelli riguardanti i pneumatici invernali e le catene” - commenta il direttore di Assogomma Fabio Bertolotti – “E’ con grande piacere che annotiamo una condivisione da parte del Ministero dei Trasporti in merito ai suggerimenti e alle considerazioni che Assogomma aveva espresso lo scorso anno con comunicazione del 10 gennaio 2012. Il Gruppo Produttori Pneumatici di Assogomma e Federpneus sono da sempre impegnati a favorire il miglioramento della sicurezza stradale, della mobilità e della circolazione attraverso le campagne firmate Pneumatici Sotto Controllo”.
“La direttiva – continua Bertolotti – arriva con qualche ritardo rispetto all’inizio della stagione invernale  non certo per una mancanza da parte dei  Ministeri coinvolti, ma a causa delle sterili ed ingiustificate polemiche riguardanti l’ormai famoso emendamento al Decreto Legge 18 ottobre 2012 n. 179, che ne hanno ritardato la sua entrata in vigore. Sono queste e non altre le richieste che Assogomma aveva auspicato da tempo per fare chiarezza sulla materia superando i disagi lamentati dagli automobilisti e da tutti i soggetti professionali interessati”.
Sul sito www.pneumaticisottocontrollo.it sono consultabili le ordinanze che mano a mano vengono emesse in Italia. Allo stato attuale ne sono state rilevate 179 contro le 130 registrate lo scorso anno alla medesima data.
Non tutte le ordinanze attualmente vigenti sono conformi alla Direttiva e di conseguenza le stesse dovranno essere riemesse nei termini e nei contenuti stabiliti dal Ministero.


INVERNO 2012-2013


CHIARIMENTI SULLA DIRETTIVA MINISTERIALE DEL 16.01.2013

Quali  sono  le  finalità  della  direttiva  del  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei Trasporti del 16.01.2013?
La direttiva richiamata si propone di fornire un contributo alla interpretazione e alla operatività delle modifiche al Codice della strada intervenute con la Legge 29/7/2010, n.  120  ed  in  particolare  quanto  disciplinato  dall’art.  6,  comma  4,  lettera  e)  che prevede che l’ente proprietario della strada e/o il gestore, con apposita ordinanza, possano “prescrivere che i veicoli siano muniti ovvero abbiano a bordo mezzi antisdrucciolevoli o pneumatici idonei alla marcia su neve e su ghiaccio”. Tutto ciò in quanto alcuni proprietari hanno emanato provvedimenti risultati non coordinati e uniformi creando disagi agli automobilisti. In buona sostanza il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha ritenuto necessario impartire chiare istruzioni agli enti proprietari e concessionari delle strade, agli uffici territoriali di Governo, ai Sindaci dei comuni, finalizzate a regolamentare le modalità di attuazione dei provvedimenti.


Quando entrerà in vigore questa nuova direttiva?

La direttiva è stata protocollata in data 16.01.2013 e registrata alla Corte dei Conti il 23.01.2013. La sua entrata in vigore è avvenuta il giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 25 del 30 gennaio 2013. Di conseguenza la direttiva è entrata in vigore il 31 gennaio 2013 quindi si applica dall’inverno corrente sino al 15 aprile 2013, salvo estensioni temporali. Ovviamente le nuove regole saranno applicate anche per i prossimi  inverni a meno che non intervengano ulteriori cambiamenti legislativi.


Qual  è  l’ambito  di  applicazione  e  il  periodo  temporale  previsto  per  le ordinanze?
La nuova direttiva si applica fuori dai centri abitati prevedendo un periodo uniforme ricompreso tra il 15 novembre ed il 15 aprile utilizzando uno specifico fac-simile di ordinanza (vedi allegato A).


E’ possibile prevedere periodi di vigenza diversi da quelli standard?
Si, è consentita una estensione temporale del periodo di vigenza per strade o tratti che presentano condizioni climatiche particolari come ad esempio le strade di montagna a quote particolarmente alte.


E’ possibile prevedere l’applicazione della direttiva nei centri abitati?
Il Ministero ha chiarito che laddove ricorressero le condizioni climatiche disciplinate dalla direttiva, anche i Comuni possano adottare gli stessi provvedimenti anche all’interno dei centri abitati secondo quanto previsto all’art. 7, comma 1) del CdS.


Come si dovranno comportare gli enti proprietari che hanno già emesso ordinanze non conformi alla nuova direttiva ministeriale?

Tutti gli enti proprietari che hanno già emanato provvedimenti sul tema sono espressamente invitati a:

-  rettificare la data del termine di fine periodo se diversa da quella prescritta (15 aprile);
- modificare  l’ordinanza  vigente  se  non  conforme  al  modello  ministeriale prescritto (vedi allegato A);
- impiegare segnali stradali conformi alla direttiva come riportati nell’allegato B sostituendo quelli non conformi già installati.


Le ordinanze emanate dai proprietari/gestori a quali veicoli si applicano?

Le ordinanze riguardano i veicoli M1 (autovetture con un massimo di 8 posti a sedere oltre  al  conducente),  N1  (veicoli  destinati  al  trasporto  di  merci  avente  massa massima non superiore a 3,5 tonnellate), O1 (rimorchi con massa massima non superiore a 0,75 tonnellate).


Le moto e i ciclomotori sono soggetti agli obblighi previsti dalle ordinanze e alle normative che disciplinano la circolazione nel periodo invernale?
Le moto ed i ciclomotori non sono soggetti all’obbligo di pneumatici invernali e/o catene a bordo se previsto. E’ importante sottolineare che, laddove vigono le Ordinanze, essi possono circolare ma solo in assenza di neve o ghiaccio sulla strada e di fenomeni nevosi in atto: pertanto in tali condizioni ne è vietata la circolazione.


Quanti pneumatici invernali devono essere montati su una vettura?
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha chiarito e raccomanda l’installazione di pneumatici invernali su tutte le ruote al fine di conseguire condizioni uniformi di aderenza sul fondo stradale.
Questa raccomandazione si applica anche nei confronti dei pneumatici chiodati che continuano a poter essere utilizzati limitatamente alla marcia su ghiaccio, per i veicoli M1, N1 e O1, secondo la circolare n° 58/71 protocollo n° 557/2174D del 22.10.1971.


I pneumatici invernali ed i mezzi antisdrucciolevoli sono tra loro “complementari” o “in alternativa”?

Il ministero ha chiarito che i mezzi antisdrucciolevoli, ovverossia le catene sono dispositivi “in alternativa” e non “complementari” ai pneumatici  invernali.  In  altre parole le catene possono essere impiegate anche sui pneumatici invernali in condizioni estreme (abbondante innevamento fresco e forti pendenze)  ma non è necessario il loro montaggio su pneumatici invernali in condizioni di normale innevamento e tantomeno durante l’intera stagione invernale.

Su quali veicoli possono essere montate le catene e su quanti assi?

In alternativa ai pneumatici invernali possono essere impiegati mezzi antisdrucciolevoli ovverossia catene conformi al decreto del Ministero dei Trasporti del 10.05.2011. Tale decreto disciplina i dispositivi di aderenza impiegabili sugli autoveicoli di categoria M1, N1, O1 e O2. Sono altresì ammessi dispositivi di aderenza conformi alla norma austriaca ONORM) V5119 per le stesse categorie di autoveicoli sopra citate. Il Ministero ha chiarito che i mezzi antisdrucciolevoli devono essere montati almeno sulle ruote degli assi motori: in altre parole per i veicoli a trazione anteriore o posteriore è sufficiente montare le catene solo su un unico asse, viceversa nel caso di veicoli a trazione integrale le catene andranno montate su entrambi gli assi.
 

Quali caratteristiche devono avere le catene a bordo e quali accorgimenti devono essere adottati?
Le catene da tenere a bordo devono essere compatibili con i pneumatici del veicolo su cui devono essere installate ed in caso di impiego devono essere seguite le istruzioni di installazione fornite dai costruttori del veicolo e del dispositivo. Il fatto che venga citato prima il costruttore del veicolo e successivamente quello del dispositivo non  è  casuale  in  quanto,  su  alcuni  autoveicoli,  non  previsto  né  è  possibile  il montaggio di dispositivi di aderenza.


(E’ una iniziativa del Gruppo Produttori Pneumatici di Assogomma: Bridgestone, Continental, Goodyear Dunlop, Marangoni, Michelin, Pirelli, Yokohama)

fonte: Pneurama.it

martedì 15 gennaio 2013

Cos'è il bollo auto (e il superbollo): come si calcola, come si paga e perchè.


La tassa automobilistica, o bollo auto, è un tributo locale da versare alla regione di residenza. Qui è possibile trovare tutte le informazioni utili in merito ai metodi di pagamento e al calcolo del superbollo

Troppo spesso attorno al pagamento del bollo auto, che per precisione andrebbe chiamato tassa automobilistica, aleggia una certa confusione. Per non rischiare di prendere fastidiose multe e per sgomberare il campo da luoghi comuni e presunte convinzioni che passano di bocca in bocca “per sentito dire”, occorre fare un po’ di chiarezza.


Che cos'è il bollo
Innanzitutto è bene spiegare che cos’è il bollo. Si tratta di un tributo locale applicato a tutti gli autoveicoli e i motoveicoli immatricolati in Italia, da versare a favore della regione di residenza. Le persone che risultano essere proprietarie di uno o più veicoli al Pubblico Registro Automobilistico, sono tenute quindi a versare una quota annuale per poter circolare regolarmente sul territorio nazionale. Di fatto si tratta di una tassa di possesso e non di circolazione (come viene definita a volte erroneamente), dal momento che deve essere pagata in ogni caso, anche se il veicolo non viene utilizzato e rimane parcheggiato in garage. 


Come viene calcolata la tassa automobilistica
La tassa automobilistica viene calcolata annualmente secondo diversi parametri che tengono conto delle direttive regionali, della potenza del veicolo in kW e dell’impatto ambientale che questo ha sull’ambiente. In poche parole maggiore sarà la classa d’inquinamento di appartenenza (Euro 0, 1, 2, 3, 4, 5) e minore sarà la potenza del veicolo, più bassa sarà la tassa da pagare annualmente.
Naturalmente la tassazione prevede una serie di agevolazioni, che variano da regione a regione, per le auto meno inquinanti come quelle alimentate a GPL o a metano o per i veicoli elettrici, ma non mancano pesanti rincari per chi possiede mezzi che vengono considerati dalla legislazione molto potenti.


Il superbollo: come si calcola
Con un decreto stabilito dal Governo Monti nel tentativo di colpire con una tassazione maggiore i cittadini italiani ad alto reddito, lo Stato applica il famigerato superbollo ai veicoli con potenza superiore a 185 kW (251 CV). In questo caso sono previsti 20 euro/kW per ogni kW superiore alla soglia prefissata nel caso in cui l’auto sia di nuova costruzione, 12 euro/kW in caso abbia cinque anni di vita, 6 euro/kW nel caso ne abbia dieci e 3 euro/kW dopo quindici anni. In ogni caso dopo i vent’anni dalla data di costruzione non c’è più bisogno di versare l’addizionale.

La fascia di reddito viene fatta corrispondere alla potenza del motore...
Per farsi un’idea basta pensare che un’auto Euro 4 da 265 CV (195 kW) come una Renault Mégane RS immatricolata in Lombardia dovrà pagare ogni anno circa 786 euro, ma per capire gli effetti esponenziali del superbollo basta dire che una BMW M3 Coupé da 420 CV  (309 kW) immatricolata nel 2012 pagherà in Lombardia circa 3.000 euro all’anno. Per estremizzare gli effetti del superbollo infine è sufficiente pensare che un’ipotetica Bugatti Veyron Supersport da 1.200 CV immatricolata sempre in Lombardia sarebbe costretta a pagare circa 14.500 euro all’anno!
Una volta entrato in vigore, il meccanismo del superbollo ha fatto molto discutere in Italia perché associa direttamente la potenza di un veicolo alla fascia sociale di appartenenza di una persona, come se i CV sviluppati dal motore, e non invece il reale valore del veicolo, possano testimoniare la fascia di reddito di un individuo.

Quando pagare bollo e superbollo
Il rinnovo del bollo deve essere effettuato entro l’ultimo giorno del mese successivo alla data di scadenza riportata sul tagliano. Nel caso in cui l’ultimo giorno utile sia sabato o festivo, il limite si estende al seguente giorno lavorativo senza l’applicazione di nessuna mora.

Dove pagare?
Al giorno d’oggi è possibile pagare il bollo attraverso diverse modalità. Innanzitutto si può ancora versare la tassa automobilistica presso tutti gli uffici Postali, compilando l’apposito modulo e pagando una commissione di 1 euro. È possibile pagare il bollo anche presso i tabaccai convenzionati,  che applicano in questo caso una commissione di 1,87 euro, ma si può scegliere di regolarizzare la tassa automobilistica anche presso le agenzie di pratiche auto convenzionate (1,87 euro di commissione), le uniche strutture peraltro che sono in grado di correggere eventuali errori presenti sul bollo.
Da tempo è possibile pagare anche via web grazie al servizio Bollonet dell’ACI o direttamente sul sito delle regioni che prevedono un sistema di pagamento online. In questo caso le commissioni differiscono da regione a regione.

Cosa accade in caso di mancato pagamento
In caso di mancato pagamento del bollo si è soggetti ad una maggiorazione o mora, che naturalmente cresce con l’aumentare dei giorni di ritardo. Se si effettua il pagamento entro 14 giorni dalla data di scadenza prevista, l’ammenda prevista è pari allo 0,2% in più dell’importo iniziale per ogni giorno trascorso dalla data prevista per il rinnovo. Dopo il quindicesimo ed entro il trentesimo giorno successivo alla scadenza invece, la sanzione prevista per il mancato pagamento è pari al 3% in più del costo annuale, a cui vanno aggiunti gli interessi legali giornalieri (calcolati sugli effettivi giorni di ritardo) pari al 2,5% sulla base annua.
Dopo i 30 giorni dalla scadenza, la sanzione sale al 3,75% in più a cui si aggiungo gli interessi legali giornalieri per il numero di giorni effettivi di ritardo. In caso sia passato un anno invece, le legge prevede un 30% in più del costo originario a cui si aggiunge un 1% in più per ogni semestre di ritardo. Il caso più grave si verifica alla scadenza del terzo anno di ritardo, a cui fa seguito un avviso di pagamento. Nel caso in cui il proprietario non paghi il bollo con tutte le more accumulate entro un mese dal recapito dell’avviso, il veicolo verrà cancellato dal PRA (Pubblico Registro Automobilistico) con ritiro della targa e del libretto di circolazione.
Per evitare multe e sanzioni, che possono diventare anche molto salate, è importante pagare il bollo con regolarità perché il sistema di controllo dei pagamenti è ormai informatizzato e quindi l’Agenzia delle Entrate prima o poi rileva inevitabilmente eventuali mancanze.
fonte: www.automoto.it

martedì 18 dicembre 2012

News RCA: meno truffe, prezzi più bassi e tacito rinnovo

Sarà una struttura  (dell'Ivass) a denunciare alle autorità le frodi assicurative. Questo dovrebbe comportare un abbassamento dei costi e, di conseguenza, anche dei prezzi delle polizze. Il tacito rinnovo non sarà più in automatico.

Con l’approvazione del Decreto Sviluppo-bis, sarà una struttura facente capo all’Ivass (l’ente che andrà a sostituire l’Isvap) ad occuparsi in prima persona delle frodi nel settore Rca. La struttura avrà la facoltà di denunciare i falsi incidenti e infortuni alle autorità, limitando quindi i costi a carico delle Assicurazioni.
Questo, teoricamente, dovrebbe incidere positivamente anche sui prezzi delle polizze.


Da sempre infatti le Compagnie sostengono che truffe e risarcimenti gonfiati sono la causa dei continui rialzi tariffari. Meno truffe e meno costi a carico delle assicurazioni dovrebbero quindi essere sinonimo di ritocco verso il ribasso dei prezzi. Staremo quindi a vedere se i consumatori ne trarranno beneficio

I poteri dell’Ivass fanno seguito alla Legge liberalizzazioni del 24 marzo 2012: “In ogni caso, le lesioni di lieve entità, che non siano suscettibili di accertamento clinico-strumentale obiettivo, non potranno dar luogo a risarcimento per danno biologico permanente. Novità anche per il tacito rinnovo nei contratti di assicurazione Rca: non scatterà più in automatico il prolungamento della polizza alla scadenza annuale. Comunque, grazie a un emendamento del Senato, gli automobilisti avranno un periodo di tolleranza pari a 15 giorni per tutti i contratti: in assenza della richiesta di disdetta, la copertura è valida anche se il proprietario non avesse ancora saldato il pagamento del premio Rca. Lo scopo della norma è favorire il trasferimento da un’assicurazione all'altra da parte dell’automobilista, senza “imbrigliarlo” in base al tacito rinnovo.

Sarà compito dell’impresa informare sull’imminente scadenza del rapporto, non oltre il 30° giorno prima della conclusione, mantenendo valido per 15 giorni dopo la fine del rapporto i termini di garanzia prestati. E qui si pone la questione: se una Compagnia si dimentica di comunicare l’imminente fine del contratto Rca, cosa succede? C’è chi crede che questa possa diventare un’arma nelle mani di qualche Assicurazione, che così si liberebbe di clienti scomodi, ad esempio dei guidatori virtuosi che pagano Rca bassissime ma che potrebbero subire sinistri da risarcire.

fonte: carrozzeria.it

Cerca l'assicuratore più vicino con Automobilweb.it

giovedì 6 dicembre 2012

Pneumatici invernali, obbligo “esclusivo” fuori città: la proposta al vaglio

Nel maxi emendamento al DDL 3533 spunta l’obbligo che impone l’uso dei soli pneumatici invernali fuori dai centri abitati

 


Nella bozza del maxi emendamento del Governo al disegno di legge n. 3533 di conversione in legge del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante "Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese", che va in votazione a breve al Senato, spunta un breve comma che potrebbe obbligare gli automobilisti ad utilizzare solo ed esclusivamente pneumatici invernali (chiamati anche termici) in "previsione di manifestazioni atmosferiche nevose di rilevante intensità".
NON BASTERANNO LE CATENE - Quindi per circolare la sola presenza a bordo delle catene da neve non sarà sufficiente. Una proposta portata avanti dai senatori Paravia, Ghigo, Spadoni Urbani, Germontani che potrebbe dare un ulteriore slancio al mercato della gomme invernali e migliorare la sicurezza di guida in molte tratte stradali colpite da condizioni meteo particolarmente nevose.
In attesa di ulteriori dettagli e di capire quali saranno poi gli aspetti operativi di tale norma, riportiamo la proposta di modifica n. 8.17 al DDL n. 3533
"All'articolo 6, comma 4, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, dopo la lettera f) è aggiunta la seguente:
g) prescrivere al di fuori dei centri abitati, in previsione di manifestazioni atmosferiche nevose di rilevante intensità, l'utilizzo esclusivo di pneumatici invernali, qualora non sia possibile garantire adeguate condizioni di sicurezza per la circolazione stradale e per l'incolumità delle persone mediante il ricorso a soluzioni alternative (leggasi catene da neve o ragni ndr)."
 fonte: Sicurauto.it

CERCA UN GOMMISTA CON AUTOMOBILWEB.IT

martedì 4 dicembre 2012

Novità per evitare il freddo prima che si attivi il climatizzatore

Attila, l'ondata di freddo che sta ghiacciando l'Italia, ci ha dato uno spunto per curiosare sul web tra i sistemi alternativi per combattere il gelo.

 
A seconda di che macchina avete e di quanto funziona bene il climatizzatore, non ci vuole moltissimo perché l’abitacolo si riscaldi in una mattina fredda mentre andate a lavorare. Ma perché soffrire il freddo, anche se per pochi minuti, quando se ne può fare a meno?



Quello che vedete nell’immagine qui sopra è un pre-riscaldatore da auto. Si installa sotto al tettuccio della macchina o sul parabrezza, con un paio di ventose che possono ruotare di 180 gradi. Un orologio integrato permette di impostare l’ora in cui volete trovare l’auto calda e il dispositivo calcolerà di iniziare il preriscaldamento 20 minuti prima. 
Se invece non avete un programma preciso e non sapete a che ora uscirete, un telecomando wireless vi permetterà di attivare il dispositivo da casa o dall'ufficio mentre vi preparate.

La batteria ricaricabile garantisce che non si scarichi quella della macchina mentre il vostro preriscaldatore da 120 dollari (meno di 100 euro) vi aiuta ad affrontare meglio la giornata. Ma siccome ci vogliono quattro ore per ricaricarlo, è probabile che ci siano alcune circostanze vi toccherà tornare a casa nella macchina fredda. Può essere una buona idea regalo, non credete?

[Fonte: Gizmodo USA]

giovedì 29 novembre 2012

Motor Show Bologna 37° Edizione, dal 4 al 9 Dicembre

E’ stata presentata nella cornice della Sala della Cultura del Museo della Storia di Bologna la 37° edizione del Motor Show, in programma a BolognaFiere dal 5 al 9 dicembre 2012 (4 dicembre giornata riservata a stampa e operatori). 


Giada Michetti, Amministratore Delegato di GL events Italia, società che organizza il Motor Show di Bologna, ha inquadrato la manifestazione nel difficile contesto del mercato automobilistico: «Bisogna partire con un’affermazione poco originale: è cambiato il mondo. In cinque anni in Italia siamo passati da quasi 2,5 milioni di vetture immatricolate del 2007 alle, forse, 1,4 del 2012: 44% in meno che ci fa tornare allo stesso livello di immatricolazioni della fine degli anni ’70. Proprio alla fine di quel decennio, nel 1976, nasceva il Motor Show che occupava solo una piccola parte del quartiere fieristico: nel 2007 tocca il massimo dell’estensione del quartiere, ed oggi torna come il mercato ad un livello di occupazione inferiore. Il 2012, usando un pallido eufemismo, non è stato un anno semplice per il settore automobilistico, che probabilmente ha toccato il punto più profondo della crisi e dai sondaggi il 2013 non sarà ancora l’anno della ripresa. Di conseguenza l’organizzazione del Motor Show - unico Salone Italiano dell’Automobile inserito nel calendario OICA - si è rivelata ancora più complessa. Comporre il puzzle è stato certamente più faticoso ma anche quest’anno siamo riusciti a vincere la nostra sfida: il Motor Show c’è, abbiamo investito molto ma abbiamo battuto la crisi economica globale, la demotorizzazione che è in atto in Italia, abbiamo vinto contro chi non ci credeva e contro tutti coloro che vorrebbero organizzarlo. Noi che da più di vent’anni lavoriamo per realizzare il Motor Show sappiamo che negli ultimi cinque anni abbiamo reagito a questa crisi con competenza, competitività, visione e soprattutto con molto orgoglio: siamo però consapevoli che non è più possibile organizzare un Motor Show se negli ultimi venti giorni si perde la presenza di tre case automobilistiche con cui abbiamo iniziato a lavorare a gennaio, fino al momento della messa in pianta».

L’obiettivo dell’Amministatore Delegato di GL events Italia Giada Michetti si è poi spostato sull’edizione 2012 della manifestazione: «Il Motor Show 2012 non sarà come quello del 2009, che si è tenuto senza la presenza delle Case automobilistiche. Infatti i più importanti costruttori saranno presenti, perché hanno un prodotto nuovo in lancio, ed è questa la vera differenza tra il 2009 ed oggi: chi ha un prodotto in lancio per il mercato italiano viene al Motor Show per accompagnarne la commercializzazione. Il pubblico del Motor Show è l’X factor di questa manifestazione e apprezzerà certamente questi inediti contenuti. Molti Saloni dell’auto quest’anno hanno aggiornato la durata della manifestazione, noi inclusi, oltre che per il difficile contesto economico anche per un calendario particolarmente sfavorevole che vede due soli weekend comprese le giornate festive del 7 e 8 dicembre. Nel promuovere l’edizione 2012 del Motor Show ci siamo soffermati nel ricordare in particolar modo le popolazioni colpite dal terremoto dello scorso maggio in Emilia, Lombardia e Veneto, che potranno usufruire di un biglietto ridotto a 10 euro. Nel silenzio di tanti attori politici ed operatori economici abbiamo creduto che il rumore del Motor Show potesse dare entusiasmo, passione ma anche un po’ di gettito fiscale allo stato, più traffico nelle concessionarie e quindi una spinta all’economia del Paese e, ci auguriamo, molto divertimento ai nostri visitatori». 

Simona Sandrini, Automotive Events Manager di GL events Italia, è poi entrata nel dettaglio dei contenuti dell’edizione numero 37 del Motor Show di Bologna: «Abbiamo cercato di fare un Motor Show intelligente e per quanto possibile, paradossalmente, un Motor Show a chilometri zero. Perché il mondo cambia ma l’emozione di un evento live resta: più di un post su Facebook, un tweet su Twitter o una foto sull’iPhone. Crediamo ancora e fortemente in un Motor Show emozionale ed emozionante. Saranno attive tutte le aree esterne e  i padiglioni 25, 26, 29, 31, 32, 35 e 36. Le undici fuoriclasse in campo per la squadra 2012 del Bologna Motor Show saranno: Abarth, Dacia, Fiat, Mercedes-Benz, Nissan, Opel, Renault, Seat, Skoda, Smart e Volkswagen. Tante le anteprime, come quella europea di Maggiolino cabriolet per Volkswagen e diverse novità per il mercato italiano: Fiat Panda 4x4, Mercedes B 200 Natural Gas Drive e il concept classe B electric drive di Mercedes, Juke Nismo ed e-NV200 per Nissan, Adam e Mokka per Opel, Renault Clio Break, la nuova Seat Leon, smart forstars e smart Brabus ebike, la nuova Skoda Rapid, e ancora per Volkswagen Golf 7 GTI concept, Golf 7 BlueMotion concept e Maggiolino Fender edition. Sulle aree esterne da registrare le presenze di Abarth, Aci, Dacia, Federazione Italiana Fuoristrada, Fiat, Nissan, Renault, Seat, Skoda. Non mancheranno le iniziative speciali su tre focus tematici: Electric City, il padiglione green dedicato alla mobilità giunto alla sua terza candelina, Icon Cars, area dedicata alle vintage cars con un percorso sulla storia dell’automobile, non solo italiana, e  Luxury Time, che dà spazio al lusso, ai top brands e alle auto da sogno.
Sulla MotorSport Arena dal 5 al 7 dicembre saranno ospitati show e competizioni che vedranno sull’asfalto i bolidi dei campionati GT, le auto storiche, le Superstar Series, il drifting, gli stunt-show di Mirabilandia e, nella giornata del 7 dicembre, la Ferrari che diventerà protagonista assoluta del circuito del Motor Show con il pit stop della Squadra Corse Ferrari. Le giornate di sabato 8 e domenica 9 dicembre vi metteranno le ali e tanta energia: grazie ad una partnership importantissima con Red Bull, il programma del weekend sarà pura adrenalina di sport e divertimento con Red Bull Speed Day. Passeranno sotto la bandiera a scacchi del Motor Show le monoposto di F1 dei team Red Bull Racing e Scuderia Toro Rosso ma non solo: ci saranno showrun e test drive dell’universo motorsport Red Bull con Nascar, Audi R8 LMS, Citroen DS3 WRC del Mondiale Rally, lo spettacolo di stuntriding di Chris Pfeiffer e il drifting su Nissan 350z. I top driver ad oggi confermati sono David Coulthard, Daniel Ricciardo, i campionissimi di rally Sebastien Loeb, vincitore degli ultimi nove Mondiali WRC, e Carlos Sainz. Saranno protagonisti dei Red Bull Speed Day anche i piloti del Red Bull Kart Fight, una gara con i venti migliori piloti di kart non professionisti selezionati in tutto il mondo per decretare il numero uno. Un’altra emozione con gusto Red Bull e un’etichetta DOC davvero speciale: MADE IN Bologna Motor Show».

Comunicato stampa n°13/2012 MotorShow