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martedì 16 aprile 2013

RCAuto, italiani insoddisfatti della propria Compagnia



Servizi  scadenti e prezzi troppo elevati. Nel nostro Paese, il 73,4% degli automobilisti non è contento della propria compagnia assicurativa.


Tra le spese di gestione dell’auto, quella che di da più noia agli italiani è l’assicurazione.
Il broker italiano Segugio.it, ha chiesto a circa 3 milioni di utenti di esprimere un giudizio sulla propria compagnia di fiducia e il quadro dipinto non è roseo.



PREZZI E QUALITA’ DEL SERVIZIO DELUDENTI.  
Il 73,4% ha dichiarato di essere poco o per nulla soddisfatto del servizio offerto dalla propria compagnia, addirittura il 20,1% dei clienti si definisce pronto a cambiare assicurazione.
Il 53,3% ha dichiarato di essere scontento del livello di servizio ricevuto, e ha valutato l’ipotesi di cambiare Compagnia.
Solo il 26,6% del campione si è detto soddisfatto della propria assicurazione, con una percentuale più alta verso il Nord Italia, dove si è registrato un  30,5% degli automobilisti appagati dal servizio.

MALCONTENTO AL SUD.
A livello territoriale, si evince che nel Sud della Penisola la percentuale di clientela che si dichiara per niente soddisfatta del servizio ricevuto sia maggiore della media nazionale: il 32,9% contro una media del 20,1%.
Secondo Emanuele Anzaghi, Vicepresidente di Segugio.it, “l'insoddisfazione per il servizio si è acuita a causa del crescente livello dei prezzi registrato negli ultimi anni; si sta dunque assistendo a una crescita esponenziale dei servizi di comparazione online". "Numerosi sono i fattori che determinano questa forte crescita, a partire dalle recenti novità normative, come l'abolizione del tacito rinnovo, dal beneficio economico e dalla comodità offerta dall’online, che in pochi minuti permette di effettuare un confronto tra i premi offerti dalle Compagnie

Se è vero che le difficoltà aguzzano l’ingegno, i guidatori italiani hanno iniziato ad attivarsi sempre più per alleggerire le spese relative all’auto, senza rinunciare però a un buon rapporto tra qualità/prezzo e, secondo quanto emerso dallo studio in questione, il risparmio medio conseguibile con la comparazione raggiunge il 34,7% della sola RC e, in termini assoluti, il risparmio medio è pari a 295€.

UN’OPPORTUNITA’ PER L’AUTORIPARATORE
Entrando a far parte del Network Automobilweb puoi effettuare una richiesta online di preventivo RC Auto per i clienti della tua officina o carrozzeria, offrendo all’automobilista un servizio aggiuntivo di sicuro gradimento. L’idea innovativa è quella di permettere all’autoriparatore di dare ai propri clienti un servizio davvero a 360 gradi, facendogli risparmiare tempo e denaro su altre spese relative all’auto, senza rinunciare alla qualità dei servizi.
Dove c’è un problema, se hai un’idea vincente, hai la soluzione: si apre un nuovo mercato!
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mercoledì 10 aprile 2013

Tutor e Autovelox: come evitare sanzioni



Il miglior modo per evitare grane con tutor e autovelox? Rispettare i limiti ed evitare di rompersi il collo per arrivare dieci minuti prima. Sembra banale, ma a giudicare dal numero di multe e ritiri di patente che ogni anno si susseguono, non tutti sembrano averlo capito.


Oggi faremo però una breve panoramica su tutti i metodi che i guidatori più spericolati si sono inventati per evitare di farsi “fotografare” da tutor ed autovelox.




Noi restiamo della convinzione che moderare la velocità e guidare con consapevolezza la propria auto è l’unico modo per evitare di incorrere in pericolosi incidenti rischiando di mettere in pericolo la propria e l’altrui vita, ma comunque la pensiate, i metodi per aggirare tutor e autovelox non mancano. Anzi, una qualsiasi spulciata in rete vi darà la possibilità di trovarne a decine.

Alcuni sono validi, altri sono vere e proprie leggende metropolitane. Alcuni sono già di serie nel vostro navigatore, per altri occorre affidarsi al mercato parallelo dell’online. Vi vogliamo descrivere le principali categorie di strumenti anti-velox.
Innanzitutto, potete sempre visualizzare gli autovelox segnalati direttamente dal sito della Polizia Di Stato.

Navigatori e mappe

Partiamo dalle mappe. Molti navigatori satellitari forniscono la localizzazione di molte postazioni fisse lungo strade e autostrade. Un buon modo per sapere quando andarci leggeri con l’acceleratore. Occhio alle postazioni mobili, che non sempre vengono rilevate.

Applicazioni per cellulari

Chi invece possiede un iPhone può affidarsi a iCoyote, applicazione mobile nuova di zecca (almeno nel nostro paese) che informa il conducente della presenza di autovelox fissi e mobili. L’app è infatti collegata a una community di utenti che segnalano in tempo reale livelli di traffico, incidenti stradali e, appunto, zone a rischio multa e ritiro patente.
Un database interno, combinato con le migliaia di segnalazioni ricevute ogni giorno, consente di conoscere il limite di velocità nel tratto percorso, posizione distanza e tipo di autovelox, l’orario dell’ultimo avviso (nel caso di postazione mobile) e anche quali sono i tratti di strada particolarmente pericolosi. iCoyote non è l’unica del suo genere: basti pensare alla più rinomata Autovelox Italia – CamSam (disponibile anche per Android). Conviene provarle entrambe e capire qual è la più adatta alle proprie esigenze.


Strumenti Elettronici

Ci sono poi strumenti elettronici installabili sul cruscotto o sul muso dell’automobile, chiamati in gergo “avvisatori” o “intercettatori”. Disponibili da diversi anni, sono stati pensati per evitare di essere rilevati dalle “macchinette”. Si possono importare dagli Stati Uniti o da altri paesi europei e si tratta di apparecchi elettronici in grado di segnalare la presenza di postazioni autovelox o di pistole laser già a una certa distanza. Quanto basta per accorgersi della “minaccia”, rallentare in tempo e quindi evitare la multa.
Sul mercato ci sono diversi modelli, non tutti all’altezza delle aspettative. Online non è difficile trovarli. In commercio ci sono circa 20-25 modelli diversi, il cui prezzo è proporzionale alla qualità.

Che ne dite invece di un blinder? Stiamo parlando di un dispositivo in grado di disturbare il segnale di Telelaser o Laser, accecandolo con un particolare flash. Prodotti in diversi paesi (ma il modello più efficiente pare essere danese), neutralizzano la rilevazione di tutti i Telelaser in commercio, in quanto si basano sullo stesso principio: hanno una coppia di sensori infrarosso da montare dentro la mascherina dell’automobile e una centralina che va nascosta dentro l’abitacolo, nel cruscotto oppure sotto l’autoradio. Alcuni modelli sono dotati di segnalazione acustica e si possono collegare all’autoradio: quando di colpo il volume si azzera e sentite il tipico cicalino di questa apparecchiatura, vuol dire che un laser è stato puntato contro la vostra auto ma, fortunatamente per voi, è stato neutralizzato.


E per quanto riguarda i tutor, c’è chi ha anche pensato ad una targa a scomparsa. Non mancano, infatti, in commercio dispositivi meccanici che, premendo un semplice comando posto sul cruscotto, oscurano la targa e la rendono indecifrabile alle telecamere, in toto o in parte. Una specie di minisaracinesca di plastica, insomma, da abbassare al bisogno. C’è poi chi invece sceglie la strada creativa: un 45enne calabrese, di recente, ha usato un pezzo di nastro adesivo bianco per modificare le iniziali della propria targa. Da EM a FM. Un lavoro di precisione. Peccato che FM è una sigla che ancora non esiste nel nostro paese, dato che le auto più nuove al massimo iniziano per “E”. Il tutor lo ha pizzicato quasi subito, una pattuglia gli è stata sguinzagliata dietro. Multa, denuncia, fermo amministrativo del veicolo. Insomma, un “epic fail”.


L’ultimo caso viene dall’Alto Adige, dove un uomo di 36 anni è stato pizzicato dagli agenti dopo che per mesi ha fatto di strade e autostrade la pista di un autodromo. Nonostante le pattuglie di Polizia Municipale, i blocchi della Stradale, le telecamere, gli autovelox.
Come? Semplice: ha montato sulla sua Skoda Octavia un congegno meccanico, attivabile dal conducente, che all’occorrenza (e nel giro di un secondo) ruotava di 90 gradi verso il basso le due targhe. Risultato: per mesi è sfuggito a tutor e autovelox, perché le foto scattate ritraevano un’automobile con targa illeggibile.
Per chi si stesse chiedendo: “Perchè non gli sono corsi dietro?”, ricordiamo che non sempre gli inseguimenti sono possibili: basta una strada molto trafficata per far desistere molte pattuglie, che tra i loro obblighi hanno quello di tutelare l’incolumità degli automobilisti. Dimentichiamoci quindi scene alla Starsky & Hutch o alla Blues Brothers.

Il diavolo, come sappiamo, fa le pentole ma non i coperchi. È bastata la curiosità di un agente di Polizia a smascherare il giochetto. Riconosciuta l’auto, che in quel momento era parcheggiata, ha dato un’occhiata alle targhe, scoprendo il piccolo braccio meccanico. Un congegno alla James Bond (o alla Arsenio Lupin, se preferite), acquistato online dall’Inghilterra, fatto installare da un’officina di Bolzano e – ricordiamolo – illegale. Un congegno che è valso all’improvvisato “agente segreto” una denuncia per Soppressione o occultamento di atti veri. Articolo 490 del Codice penale: la  pena è equiparabile al Falso in atto pubblico. Oltre al sequestro del veicolo, la sanzione pecuniaria, le conseguenze per la patente, il pagamento di tutte le multe arretrate. Più la mora, le sanzioni accessorie e, manco a dirlo, gli aumenti entrati in vigore dal 1 gennaio 2013.


La targa “straniera”

Poi ci sono le soluzioni artigianali: per molto tempo è bastato immatricolare la propria auto con targa straniera, o rendere illeggibile la targa. Alcuni ci hanno provato con una semplice, ma efficace palata di fango. E funziona: la prima volta, la seconda, forse anche la terza o la quarta. Ma alla lunga il gioco non vale mai la candela. Si rischiano multe pesanti, sanzioni penali. Ma soprattutto, si rischia di mettere a repentaglio la vita, propria e altrui. Che vale più di qualsiasi multa. Pensiamoci seriamente la prossima volta che ci mettiamo al volante.


Fonte: Piero Babudro per 6sicuro.it

giovedì 13 dicembre 2012

Pneumatici invernali, catene, o entrambi?



L’obbligo di avere a bordo catene da neve o di essere equipaggiati con pneumatici invernali è scattato su numerose strade italiane lo scorso 15 novembre. Si tratta di un provvedimento volto a garantire maggiore sicurezza negli spostamenti in caso di condizioni atmosferiche difficili. Ma, proprio in questi giorni, con la prima neve che è iniziata a cadere sulle nostre strade, il maxiemendamento al DL Sviluppo ha posto qualche dubbio sull’equipaggiamento inveranle necessario.

Il caos sulla questione è scoppiato a causa dell’introduzione di una comma, nella legge di conversione del decreto, dove si sancisce che gli enti gestori di particolari tratti di strada possono prevedere l’obbligo di montare in via esclusiva pneumatici invernali. Decade quindi l’equivalenza tra gomme invernali e catene? Secondo quando dichiarato dallo stesso sottosegretario alle Infrastrutture Improta assolutamente no. La disposizione riguarderebbe situazioni meteo assolutamente eccezionali di fronte alle quali l’autorizzazione al transito andrebbe al ricadere su chi gestisce il tratto. Il tutto solamente nel caso in cui «non sia possibile garantire adeguate condizioni di sicurezza per la circolazione stradale e per l'incolumità delle persone mediante il ricorso a soluzioni alternative».

Nonostante le rassicurazioni del governo le polemiche non mancano. Potrebbe infatti accadere che su tratti limitrofi siano in vigore obblighi di dotazioni invernali diverse, elemento che renderebbe decisamente complicati anche i controlli. La critica sull’emendamento arriva direttamente all’Asaps, l'associazione sostenitori della Polstrada che non vede come questa disposizione possa effettivamente contribuire ad aumentare la sicurezza stradale.

La partita non è comunque ancora chiusa, e visti i dubbi sollevati da più parti, è possibile che prima dell conclusione dell’iter parlamentare la norma subisca ulteriori modifiche.
Fonte: automania.it