Visualizzazione post con etichetta riparazione auto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta riparazione auto. Mostra tutti i post
mercoledì 30 ottobre 2013
Le nostre News - PRENDITI IL TUO SPAZIO.
Etichette:
attualità,
automobilweb,
business,
clienti,
come fare,
impresa,
novità,
nuovo,
officina,
ricambi online,
ricambi usati,
riparazione auto,
risparmiare,
tecnologia,
vendite
venerdì 6 settembre 2013
Le carrozzerie convenzionate e gli italiani.
La maggior parte delle compagnie assicurative offre da tempo ai
clienti la possibilità di affidarsi gratuitamente al circuito di carrozzerie convenzionate nel caso sia necessaria la riparazione della loro auto, ma incredibilmente solo il 50% degli assicurati è a conoscenza di questo servizio.
Lo rivela l’Ansa citando i dati emersi da una recente ricerca denominata “Stetoscopio - Il sentire degli assicurati italiani”, condotta da Quixa in collaborazione con Mps Marketing Problem Solving. Ed è un vero peccato perché il servizio in questione risulterebbe particolarmente gradito da ben sette intervistati su dieci. Basterebbe informarsi di più e meglio.
La realtà è che, sempre secondo il sondaggio, gli italiani si dimostrano un popolo di abitudinari, anche quando sono chiamati a trovare una soluzione per far riparare la propria auto incidentata. Affidarsi alle carrozzerie convenzionate con l’assicurazione? Macché, molto meglio rivolgersi ad amici o parenti (lo fa il 45% e nel sud Italia addirittura il 52%) oppure al carrozziere di fiducia (il 42%) che rappresenta tutt’oggi un’imprescindibile figura di riferimento per l’automobilista medio. Alla propria assicurazione si rivolge solo il 24%, davvero pochino.
E se nell’ultimo anno il 72% di coloro che hanno avuto bisogno di far riparare una vettura si è rivolto a qualcuno di propria conoscenza, è per fortuna altrettanto vero che una buona percentuale (il 54%) ritiene comunque assai interessante l’opportunità offerta dalle compagnie assicurative di usufruire delle carrozzerie convenzionate, ritenuta utilissima specialmente in caso di guasti e inconvenienti che possono accadere in viaggio o comunque lontano da casa.
A questo proposito gli automobilisti interpellati si sono mostrati particolarmente attratti da alcuni specifici servizi garantiti dai circuiti di carrozzerie convenzionate: in primis il pagamento diretto delle spese di riparazione da parte della compagnia (il portafoglio è sempre l’argomento che sta più a cuore agli italiani), la disponibilità di un’auto sostitutiva, la certezza di avere riparazioni garantite ed effettuate con ricambi originali e, da ultimo, la possibilità di ottenere il servizio di presa e riconsegna della vettura presso l'abitazione o un luogo a scelta del proprietario.
Senza dimenticare, aggiungiamo noi, la cosiddetta “clausola di risarcimento in forma specifica” che, qualora sia stata fatta inserire al momento della stipula di una polizza Rc auto, prevede uno sconto sul premio se si accetta di far riparare l’auto danneggiata presso un’officina convenzionata.
fonte:facile.it
Per scoprire quali carrozzerie sono convenzionate con la tua assicurazione puoi farti aiutare da Automobilweb.it
Lo rivela l’Ansa citando i dati emersi da una recente ricerca denominata “Stetoscopio - Il sentire degli assicurati italiani”, condotta da Quixa in collaborazione con Mps Marketing Problem Solving. Ed è un vero peccato perché il servizio in questione risulterebbe particolarmente gradito da ben sette intervistati su dieci. Basterebbe informarsi di più e meglio.
La realtà è che, sempre secondo il sondaggio, gli italiani si dimostrano un popolo di abitudinari, anche quando sono chiamati a trovare una soluzione per far riparare la propria auto incidentata. Affidarsi alle carrozzerie convenzionate con l’assicurazione? Macché, molto meglio rivolgersi ad amici o parenti (lo fa il 45% e nel sud Italia addirittura il 52%) oppure al carrozziere di fiducia (il 42%) che rappresenta tutt’oggi un’imprescindibile figura di riferimento per l’automobilista medio. Alla propria assicurazione si rivolge solo il 24%, davvero pochino.
E se nell’ultimo anno il 72% di coloro che hanno avuto bisogno di far riparare una vettura si è rivolto a qualcuno di propria conoscenza, è per fortuna altrettanto vero che una buona percentuale (il 54%) ritiene comunque assai interessante l’opportunità offerta dalle compagnie assicurative di usufruire delle carrozzerie convenzionate, ritenuta utilissima specialmente in caso di guasti e inconvenienti che possono accadere in viaggio o comunque lontano da casa.
A questo proposito gli automobilisti interpellati si sono mostrati particolarmente attratti da alcuni specifici servizi garantiti dai circuiti di carrozzerie convenzionate: in primis il pagamento diretto delle spese di riparazione da parte della compagnia (il portafoglio è sempre l’argomento che sta più a cuore agli italiani), la disponibilità di un’auto sostitutiva, la certezza di avere riparazioni garantite ed effettuate con ricambi originali e, da ultimo, la possibilità di ottenere il servizio di presa e riconsegna della vettura presso l'abitazione o un luogo a scelta del proprietario.
Senza dimenticare, aggiungiamo noi, la cosiddetta “clausola di risarcimento in forma specifica” che, qualora sia stata fatta inserire al momento della stipula di una polizza Rc auto, prevede uno sconto sul premio se si accetta di far riparare l’auto danneggiata presso un’officina convenzionata.
fonte:facile.it
Per scoprire quali carrozzerie sono convenzionate con la tua assicurazione puoi farti aiutare da Automobilweb.it
martedì 23 aprile 2013
Grandine? Sms e Twitter ti avvisano prima
Per il carrozziere "grandine" significa maggiore attività
lavorativa. Alcuni hanno addirittura un’attività che si occupa esclusivamente
del servizio levabolli.
Ma chiunque abbia un’autovettura, avrebbe piacere di sapere in anticipo l’arrivo di una grandinata, per poter evitare di incorrere in un danno a volte sostanzioso della carrozzeria.
Dal punto di vista dell'assicurazione, un cliente che evita un danno alla propria macchina, causato dalla grandine, è un risarcimento in meno da liquidare. Proprio per questo motivo Genialloyd ha potenziato il servizio gratuito di allerta grandine via SMS, destinato agli assicurati Genialloyd che hanno inserito nella loro polizza auto la garanzia “Eventi Naturali”.
L’entusiasmo manifestato dai clienti ha spinto la compagnia ad arricchire ulteriormente il servizio: oltre ai tradizionali SMS, da quest’anno gli “alert” arriveranno anche da Twitter. Genialloyd Twitterà le sue previsioni , ma i follower del canale potrenno a loro volta twittare altre condizioni particolari, in tutta italia, rendendo il servizio ancora più completo e dettagliato. E’ prevista inoltre sul sito della Compagnia una mappa di previsione grandine su tutto il territorio italiano, aggiornata quotidianamente. Le rilevazioni meteorologiche saranno elaborate da Datameteo, partner specializzato nei servizi di previsione meteorologica professionale.
Tutto questo porterà meno auto in carrozzeria, ma non ha senso di certo prendersela con i vantaggi che la tecnologia porterà agli automobilisti. Il carrozziere dovrebbe invece cercare estendere a 360 gradi il proprio business, anche oltre la riparazione (noleggio auto, servizi all'automobilista, pulizia auto, ecc). In futuro la sola riparazione potrebbe infatti non essere più sufficiente.
fonte: carrozzeria.it
Ma chiunque abbia un’autovettura, avrebbe piacere di sapere in anticipo l’arrivo di una grandinata, per poter evitare di incorrere in un danno a volte sostanzioso della carrozzeria.
Dal punto di vista dell'assicurazione, un cliente che evita un danno alla propria macchina, causato dalla grandine, è un risarcimento in meno da liquidare. Proprio per questo motivo Genialloyd ha potenziato il servizio gratuito di allerta grandine via SMS, destinato agli assicurati Genialloyd che hanno inserito nella loro polizza auto la garanzia “Eventi Naturali”.
L’entusiasmo manifestato dai clienti ha spinto la compagnia ad arricchire ulteriormente il servizio: oltre ai tradizionali SMS, da quest’anno gli “alert” arriveranno anche da Twitter. Genialloyd Twitterà le sue previsioni , ma i follower del canale potrenno a loro volta twittare altre condizioni particolari, in tutta italia, rendendo il servizio ancora più completo e dettagliato. E’ prevista inoltre sul sito della Compagnia una mappa di previsione grandine su tutto il territorio italiano, aggiornata quotidianamente. Le rilevazioni meteorologiche saranno elaborate da Datameteo, partner specializzato nei servizi di previsione meteorologica professionale.
Tutto questo porterà meno auto in carrozzeria, ma non ha senso di certo prendersela con i vantaggi che la tecnologia porterà agli automobilisti. Il carrozziere dovrebbe invece cercare estendere a 360 gradi il proprio business, anche oltre la riparazione (noleggio auto, servizi all'automobilista, pulizia auto, ecc). In futuro la sola riparazione potrebbe infatti non essere più sufficiente.
fonte: carrozzeria.it
Lavori nell’automotive e vorresti ampliare il tuo business con servizi
esclusivi per raggiungere più clienti, e soddisfare maggiormente quelli già
consolidati? Inizia con Automobilweb: l’iscrizione è gratuita e ti permette di
raggiungere subito una maggiore visibilità sul web. Contattaci per saperne di più indicando ragione sociale e "ESTENDI IL BUSINESS" nell'oggetto della mail: in pochi minuti scoprirai moltissime opportunità per agevolare
la tua professione e rendere la tua attività ancora più interessante!
venerdì 5 aprile 2013
Ricambio, quanto mi costi?
Sul numero di aprile di “Quattroruote” è stata
presentata un’interessante indagine riguardo al costo esorbitante di
alcuni pezzi di ricambio, soprattutto se si confronta lo stesso pezzo ma
di marchi diversi
Partendo dalla lamentela di un lettore, il mensile ha analizzato il costo di vendita dei principali pezzi di ricambio delle automobili, giungendo a conclusioni piuttosto scontate per chi lavora nel settore, ma che fa comunque un certo effetto vedere nero su bianco.
Sebbene infatti nella maggior parte dei casi si tratti di parti in plastica all’apparenza semplici e basilari, il loro costo può raggiungere anche diverse centinaia di euro e, soprattutto, può variare notevolmente da un modello di automobile ad un altro.
Un esempio eclatante che la rivista ci propone è lo spoiler, che per una Renault Clio II costa 50 euro, mentre per una Toyota Rav4 III raggiunge i 1.130 euro (listino al pubblico); per rimanere su cifre più contenute si pensi alla calotta del retrovisore, 19 euro per la Smart For Two, ben 80 per la Nissan Quashqai. Per quanto riguarda, infine, lo spoiler inferiore del paraurti posteriore, per cambiarlo ad una Chevrolet Spark si spendono 26 euro, che diventano 480 nel caso di una Suzuki SX4.
Rimanendo in argomento, va detto che anche i ricambi interni non scherzano affatto in quanto a prezzi, il più costoso può risultare lo sportello del vano portaoggetti, che varia dai 32 euro della Fiat Panda ai 251 della Toyota Yaris; idem per l’aletta parasole, 8 euro per la Dacia Duster e 174 euro per la Hyundai ix35, e per il posacenere, 12 euro per chi possiede una Renault Clio, 62 per i proprietari della Toyota Yaris.
Ma quali sono i fattori determinanti di questi prezzi e, soprattutto, cosa incide sulla sproporzione tra un marchio e un altro?
Quattroruote illustra come il costo di produzione di questa tipologia di ricambi dipenda più che altro costo di realizzazione dello stampo (essendo principalmente fatti di plastica). Dunque l’unico modo per ammortizzare questo costo è “spalmarlo” sul numero di ricambi prodotti, allo stesso tempo, però, nessuna casa automobilistica produrrebbe quantitativi industriali di ricambi di pezzi che, tendenzialmente, non vengono mai cambiati durante l’intero arco di vita di un automobile. È presto spiegato perché, per assurdo, alcuni dei pezzi più piccoli costano di più: ne vengono prodotti di meno.
All’interno dell’articolo è presente anche un box che parla dei produttori di ricambi alternativi, citando ISAM: questi produttori, mettendosi in diretta competizione con le case auto le costringono ad abbassare i prezzi; propongono infatti ricambi alternativi, di pari qualità ma ad un prezzo a volte (come nel caso di ISAM) ridotto anche del 30% rispetto quelli originali, un dato in linea anche con una recente indagine dell’ADAC.
fonte: carrozzeria.it
Automobilweb invece propone una soluzione economica e veloce che ti permette di trovare il ricambio usato con pochi clic, inviando una richiesta a tutti gli autodemolitori e ricambisti iscritti al portale: con la sezione di Ricerca Ricambi si possono confrontare le offerte direttamente sulla propria email o sul cellulare.
Partendo dalla lamentela di un lettore, il mensile ha analizzato il costo di vendita dei principali pezzi di ricambio delle automobili, giungendo a conclusioni piuttosto scontate per chi lavora nel settore, ma che fa comunque un certo effetto vedere nero su bianco.
Sebbene infatti nella maggior parte dei casi si tratti di parti in plastica all’apparenza semplici e basilari, il loro costo può raggiungere anche diverse centinaia di euro e, soprattutto, può variare notevolmente da un modello di automobile ad un altro.
Un esempio eclatante che la rivista ci propone è lo spoiler, che per una Renault Clio II costa 50 euro, mentre per una Toyota Rav4 III raggiunge i 1.130 euro (listino al pubblico); per rimanere su cifre più contenute si pensi alla calotta del retrovisore, 19 euro per la Smart For Two, ben 80 per la Nissan Quashqai. Per quanto riguarda, infine, lo spoiler inferiore del paraurti posteriore, per cambiarlo ad una Chevrolet Spark si spendono 26 euro, che diventano 480 nel caso di una Suzuki SX4.
Rimanendo in argomento, va detto che anche i ricambi interni non scherzano affatto in quanto a prezzi, il più costoso può risultare lo sportello del vano portaoggetti, che varia dai 32 euro della Fiat Panda ai 251 della Toyota Yaris; idem per l’aletta parasole, 8 euro per la Dacia Duster e 174 euro per la Hyundai ix35, e per il posacenere, 12 euro per chi possiede una Renault Clio, 62 per i proprietari della Toyota Yaris.
Ma quali sono i fattori determinanti di questi prezzi e, soprattutto, cosa incide sulla sproporzione tra un marchio e un altro?
Quattroruote illustra come il costo di produzione di questa tipologia di ricambi dipenda più che altro costo di realizzazione dello stampo (essendo principalmente fatti di plastica). Dunque l’unico modo per ammortizzare questo costo è “spalmarlo” sul numero di ricambi prodotti, allo stesso tempo, però, nessuna casa automobilistica produrrebbe quantitativi industriali di ricambi di pezzi che, tendenzialmente, non vengono mai cambiati durante l’intero arco di vita di un automobile. È presto spiegato perché, per assurdo, alcuni dei pezzi più piccoli costano di più: ne vengono prodotti di meno.
All’interno dell’articolo è presente anche un box che parla dei produttori di ricambi alternativi, citando ISAM: questi produttori, mettendosi in diretta competizione con le case auto le costringono ad abbassare i prezzi; propongono infatti ricambi alternativi, di pari qualità ma ad un prezzo a volte (come nel caso di ISAM) ridotto anche del 30% rispetto quelli originali, un dato in linea anche con una recente indagine dell’ADAC.
fonte: carrozzeria.it
Automobilweb invece propone una soluzione economica e veloce che ti permette di trovare il ricambio usato con pochi clic, inviando una richiesta a tutti gli autodemolitori e ricambisti iscritti al portale: con la sezione di Ricerca Ricambi si possono confrontare le offerte direttamente sulla propria email o sul cellulare.
lunedì 25 marzo 2013
Bocciati accordi assicuratori/autoriparatori perchè anticoncorrenziali
RCAuto. Tutela dei danneggiati-assicurati.
Gli accordi sui prezzi per la riparazione di veicoli assicurati conclusi tra le società di assicurazioni e le officine di riparazione hanno un oggetto anticoncorrenziale e sono dunque vietati qualora siano, per loro propria natura, dannosi al buon funzionamento del gioco normale della concorrenza. Tale dannosità deve essere valutata in rapporto ai due mercati coinvolti, quello delle assicurazioni automobilistiche e quello della riparazione di veicoli.
Federcarrozzieri, l’associazione dei riparatori indipendenti, commenta con soddisfazione la decisione della Corte di Giustizia.
Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri, commenta la decisione della Corte:
“Ora aspettiamo che anche in Italia l’Antitrust, al quale abbiamo indirizzato una memoria in merito alle stesse questioni, si attivi per evitare che le imprese assicuratrici possano, attraverso clausole contrattuali di dubbio valore, arrivare al risultato di controllare il mercato delle autoriparazioni, a scapito della qualità del lavoro e a danno degli automobilisti”.
Venendo alla sentenza, la questione ci può far comprendere quali rischi possa portare al mercato, ma anche ai consumatori, se pratiche del genere venissero attuate integralmente in Italia come si era tentato di fare nei mesi scorsi. È chiaro, però che alla luce della decisione europea da oggi il governo o il legislatore, ma anche la stessa Ania che raggruppa tutte le compagnie di assicurazioni operanti nel Nostro Paese, ci dovranno pensare più di una volta prima di introdurre generalmente tali prassi.
Gli assicuratori ungheresi – in particolare la Allianz Hungária e la Generali-Providencia – concordano una volta all’anno con i concessionari automobilistici, o con l'associazione nazionale che li rappresenta, le condizioni e le tariffe applicabili alle prestazioni di riparazione che l’assicuratore deve fornire in caso di sinistro ai veicoli assicurati. Pertanto, in caso di sinistro, le officine dei concessionari possono procedere direttamente alle riparazioni in base alle condizioni e alle tariffe suddette.
I concessionari sono quindi legati agli assicuratori sotto un duplice aspetto: in caso di sinistro, essi riparano per conto degli assicuratori i veicoli assicurati ed intervengono come intermediari a favore degli assicuratori medesimi offrendo assicurazioni automobilistiche ai propri clienti in occasione della vendita o della riparazione di veicoli. Gli accordi tra gli assicuratori e i concessionari prevedono che questi ultimi percepiscano per la riparazione una tariffa maggiorata in funzione del numero e della percentuale di contratti di assicurazione commercializzati per l'assicuratore interessato.
Ritenendo che gli accordi in questione avessero per oggetto una restrizione della concorrenza sul mercato dei contratti di assicurazione del ramo automobilistico e su quello dei servizi di riparazione degli autoveicoli, l'autorità ungherese garante della concorrenza ha vietato la prosecuzione del comportamento anticoncorrenziale e ha inflitto delle ammende alle società interessate.
Il Legfels'bb Bírósága (Corte di cassazione, Ungheria), investito dalla controversia in sede di impugnazione, chiede alla Corte di giustizia se detti accordi abbiano per oggetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza.
Nella sua sentenza odierna, la Corte ricorda anzitutto che gli accordi aventi un oggetto siffatto, vale a dire quelli che per loro stessa natura sono dannosi al buon funzionamento del gioco normale della concorrenza, sono vietati senza che sia necessario esaminare i loro effetti sulla concorrenza.
Successivamente, la Corte constata che gli accordi esaminati mettono in collegamento due attività in via di principio indipendenti:il servizio di riparazione di veicoli e la mediazione di contratti di assicurazione del ramo automobilistico. La Corte sottolinea che, sebbene l’istituzione di un simile collegamento non significhi automaticamente che gli accordi hanno per oggetto una restrizione della concorrenza, essa può nondimeno costituire un elemento importante per valutare se tali accordi siano per loro natura dannosi al buon funzionamento del gioco normale della concorrenza. La Corte rileva che, pur trattandosi nella specie di accordi verticali – ossia conclusi tra imprese non concorrenti – il loro oggetto può nondimeno consistere in una restrizione della concorrenza. La Corte precisa altresì che, nel caso di specie, l'oggetto degli accordi incriminati dev'essere valutato in rapporto ai due mercati coinvolti. Pertanto, spetta al giudice ungherese verificare, da un lato, se gli accordi verticali controversi rivelino, alla luce del contesto economico e giuridico nel quale si collocano, un grado di dannosità per la concorrenza sul mercato delle assicurazioni automobilistiche sufficiente per constatare che il loro oggetto consiste in una restrizione della concorrenza. Ciò potrebbe verificarsi in particolare nel caso in cui il ruolo assegnato dal diritto nazionale ai concessionari, operanti come intermediari o broker assicurativi, esiga la loro indipendenza rispetto alle società di assicurazione. Del pari, l'obiettivo anticoncorrenziale degli accordi sarebbe dimostrato ove fosse probabile che, a seguito della loro conclusione, la concorrenza sul mercato delle assicurazioni automobilistiche sarà soppressa o gravemente indebolita. Dall'altro lato, al fine di valutare l'oggetto degli accordi controversi in rapporto al mercato dei servizi di riparazione dei veicoli, il giudice ungherese dovrà tener conto del fatto che essi sono stati conclusi sulla base dei «prezzi consigliati», stabiliti da decisioni dell'associazione nazionale dei concessionari automobilistici.
Nell’ipotesi in cui il giudice constati che tali decisioni avevano per oggetto una restrizione della concorrenza mediante l’uniformazione delle tariffe orarie di riparazione e che, tramite gli accordi verticali, le società assicurative hanno volontariamente ratificato le decisioni dell'associazione dei concessionari – ciò che può presumersi nel caso in cui esse abbiano concluso un accordo direttamente con l'associazione – l’illegittimità delle decisioni di cui sopra vizierebbe anche gli accordi tra le assicurazioni e le officine.
fonti: sportellodeidiritti.it, federcarrozzieri.it
Gli accordi sui prezzi per la riparazione di veicoli assicurati conclusi tra le società di assicurazioni e le officine di riparazione hanno un oggetto anticoncorrenziale e sono dunque vietati qualora siano, per loro propria natura, dannosi al buon funzionamento del gioco normale della concorrenza. Tale dannosità deve essere valutata in rapporto ai due mercati coinvolti, quello delle assicurazioni automobilistiche e quello della riparazione di veicoli.
Federcarrozzieri, l’associazione dei riparatori indipendenti, commenta con soddisfazione la decisione della Corte di Giustizia.
Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri, commenta la decisione della Corte:
“Ora aspettiamo che anche in Italia l’Antitrust, al quale abbiamo indirizzato una memoria in merito alle stesse questioni, si attivi per evitare che le imprese assicuratrici possano, attraverso clausole contrattuali di dubbio valore, arrivare al risultato di controllare il mercato delle autoriparazioni, a scapito della qualità del lavoro e a danno degli automobilisti”.
Sentenza nella causa C-32/11 Allianz Hungária Biztosító Zrt e a. / Gazdasági Versenyhivatal
Brutta batosta europea per tutte le compagnie assicurative che dopo
aver cercato da diversi anni di tutelare le proprie casse avendo
convinto anche diversi governi tra cui quello italiano sulla bontà del
risarcimento in forma specifica che avrebbe obbligato gli assicurati –
danneggiati a rivolgersi ad autoriparatori fiduciari delle compagnie
stesse pena il pagamento di penali a carico di chi ha subìto un danno
alla propria auto che si era rivolto al proprio carrozziere di fiducia,
si vedono di fatto bloccate dalla Corte di Giustizia Europea tutte le
procedure avviate in tal senso per la loro palese natura
anticoncorrenziale. Ad evidenziarlo è Giovanni D'Agata, fondatore dello
“Sportello dei Diritti”, che sottolinea come queste procedure,
unitamente al famigerato “indennizzo diretto” attuato in Italia, stanno
arrecando un danno sia agli assicurati che nella doppia veste anche di
danneggiati non si sono visti diminuire i premi assicurativi col rischio
peraltro di non ricevere le prestazioni professionali richieste come
quelle che si otterrebbero normalmente da parte del proprio carrozziere
di fiducia, ma anche un’intera categoria professionale composta da
migliaia di lavoratori, quale quella dei liquidatori o ispettori
sinistri che dir si voglia, che in virtù di tali misure non solo vengono
ridimensionati ma rischiano il posto di lavoro.Venendo alla sentenza, la questione ci può far comprendere quali rischi possa portare al mercato, ma anche ai consumatori, se pratiche del genere venissero attuate integralmente in Italia come si era tentato di fare nei mesi scorsi. È chiaro, però che alla luce della decisione europea da oggi il governo o il legislatore, ma anche la stessa Ania che raggruppa tutte le compagnie di assicurazioni operanti nel Nostro Paese, ci dovranno pensare più di una volta prima di introdurre generalmente tali prassi.
Gli assicuratori ungheresi – in particolare la Allianz Hungária e la Generali-Providencia – concordano una volta all’anno con i concessionari automobilistici, o con l'associazione nazionale che li rappresenta, le condizioni e le tariffe applicabili alle prestazioni di riparazione che l’assicuratore deve fornire in caso di sinistro ai veicoli assicurati. Pertanto, in caso di sinistro, le officine dei concessionari possono procedere direttamente alle riparazioni in base alle condizioni e alle tariffe suddette.
I concessionari sono quindi legati agli assicuratori sotto un duplice aspetto: in caso di sinistro, essi riparano per conto degli assicuratori i veicoli assicurati ed intervengono come intermediari a favore degli assicuratori medesimi offrendo assicurazioni automobilistiche ai propri clienti in occasione della vendita o della riparazione di veicoli. Gli accordi tra gli assicuratori e i concessionari prevedono che questi ultimi percepiscano per la riparazione una tariffa maggiorata in funzione del numero e della percentuale di contratti di assicurazione commercializzati per l'assicuratore interessato.
Ritenendo che gli accordi in questione avessero per oggetto una restrizione della concorrenza sul mercato dei contratti di assicurazione del ramo automobilistico e su quello dei servizi di riparazione degli autoveicoli, l'autorità ungherese garante della concorrenza ha vietato la prosecuzione del comportamento anticoncorrenziale e ha inflitto delle ammende alle società interessate.
Il Legfels'bb Bírósága (Corte di cassazione, Ungheria), investito dalla controversia in sede di impugnazione, chiede alla Corte di giustizia se detti accordi abbiano per oggetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza.
Nella sua sentenza odierna, la Corte ricorda anzitutto che gli accordi aventi un oggetto siffatto, vale a dire quelli che per loro stessa natura sono dannosi al buon funzionamento del gioco normale della concorrenza, sono vietati senza che sia necessario esaminare i loro effetti sulla concorrenza.
Successivamente, la Corte constata che gli accordi esaminati mettono in collegamento due attività in via di principio indipendenti:il servizio di riparazione di veicoli e la mediazione di contratti di assicurazione del ramo automobilistico. La Corte sottolinea che, sebbene l’istituzione di un simile collegamento non significhi automaticamente che gli accordi hanno per oggetto una restrizione della concorrenza, essa può nondimeno costituire un elemento importante per valutare se tali accordi siano per loro natura dannosi al buon funzionamento del gioco normale della concorrenza. La Corte rileva che, pur trattandosi nella specie di accordi verticali – ossia conclusi tra imprese non concorrenti – il loro oggetto può nondimeno consistere in una restrizione della concorrenza. La Corte precisa altresì che, nel caso di specie, l'oggetto degli accordi incriminati dev'essere valutato in rapporto ai due mercati coinvolti. Pertanto, spetta al giudice ungherese verificare, da un lato, se gli accordi verticali controversi rivelino, alla luce del contesto economico e giuridico nel quale si collocano, un grado di dannosità per la concorrenza sul mercato delle assicurazioni automobilistiche sufficiente per constatare che il loro oggetto consiste in una restrizione della concorrenza. Ciò potrebbe verificarsi in particolare nel caso in cui il ruolo assegnato dal diritto nazionale ai concessionari, operanti come intermediari o broker assicurativi, esiga la loro indipendenza rispetto alle società di assicurazione. Del pari, l'obiettivo anticoncorrenziale degli accordi sarebbe dimostrato ove fosse probabile che, a seguito della loro conclusione, la concorrenza sul mercato delle assicurazioni automobilistiche sarà soppressa o gravemente indebolita. Dall'altro lato, al fine di valutare l'oggetto degli accordi controversi in rapporto al mercato dei servizi di riparazione dei veicoli, il giudice ungherese dovrà tener conto del fatto che essi sono stati conclusi sulla base dei «prezzi consigliati», stabiliti da decisioni dell'associazione nazionale dei concessionari automobilistici.
Nell’ipotesi in cui il giudice constati che tali decisioni avevano per oggetto una restrizione della concorrenza mediante l’uniformazione delle tariffe orarie di riparazione e che, tramite gli accordi verticali, le società assicurative hanno volontariamente ratificato le decisioni dell'associazione dei concessionari – ciò che può presumersi nel caso in cui esse abbiano concluso un accordo direttamente con l'associazione – l’illegittimità delle decisioni di cui sopra vizierebbe anche gli accordi tra le assicurazioni e le officine.
fonti: sportellodeidiritti.it, federcarrozzieri.it
Iscriviti a:
Commenti (Atom)





