Visualizzazione post con etichetta ricambi online. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ricambi online. Mostra tutti i post
mercoledì 30 ottobre 2013
Le nostre News - PRENDITI IL TUO SPAZIO.
Etichette:
attualità,
automobilweb,
business,
clienti,
come fare,
impresa,
novità,
nuovo,
officina,
ricambi online,
ricambi usati,
riparazione auto,
risparmiare,
tecnologia,
vendite
venerdì 5 aprile 2013
Ricambio, quanto mi costi?
Sul numero di aprile di “Quattroruote” è stata
presentata un’interessante indagine riguardo al costo esorbitante di
alcuni pezzi di ricambio, soprattutto se si confronta lo stesso pezzo ma
di marchi diversi
Partendo dalla lamentela di un lettore, il mensile ha analizzato il costo di vendita dei principali pezzi di ricambio delle automobili, giungendo a conclusioni piuttosto scontate per chi lavora nel settore, ma che fa comunque un certo effetto vedere nero su bianco.
Sebbene infatti nella maggior parte dei casi si tratti di parti in plastica all’apparenza semplici e basilari, il loro costo può raggiungere anche diverse centinaia di euro e, soprattutto, può variare notevolmente da un modello di automobile ad un altro.
Un esempio eclatante che la rivista ci propone è lo spoiler, che per una Renault Clio II costa 50 euro, mentre per una Toyota Rav4 III raggiunge i 1.130 euro (listino al pubblico); per rimanere su cifre più contenute si pensi alla calotta del retrovisore, 19 euro per la Smart For Two, ben 80 per la Nissan Quashqai. Per quanto riguarda, infine, lo spoiler inferiore del paraurti posteriore, per cambiarlo ad una Chevrolet Spark si spendono 26 euro, che diventano 480 nel caso di una Suzuki SX4.
Rimanendo in argomento, va detto che anche i ricambi interni non scherzano affatto in quanto a prezzi, il più costoso può risultare lo sportello del vano portaoggetti, che varia dai 32 euro della Fiat Panda ai 251 della Toyota Yaris; idem per l’aletta parasole, 8 euro per la Dacia Duster e 174 euro per la Hyundai ix35, e per il posacenere, 12 euro per chi possiede una Renault Clio, 62 per i proprietari della Toyota Yaris.
Ma quali sono i fattori determinanti di questi prezzi e, soprattutto, cosa incide sulla sproporzione tra un marchio e un altro?
Quattroruote illustra come il costo di produzione di questa tipologia di ricambi dipenda più che altro costo di realizzazione dello stampo (essendo principalmente fatti di plastica). Dunque l’unico modo per ammortizzare questo costo è “spalmarlo” sul numero di ricambi prodotti, allo stesso tempo, però, nessuna casa automobilistica produrrebbe quantitativi industriali di ricambi di pezzi che, tendenzialmente, non vengono mai cambiati durante l’intero arco di vita di un automobile. È presto spiegato perché, per assurdo, alcuni dei pezzi più piccoli costano di più: ne vengono prodotti di meno.
All’interno dell’articolo è presente anche un box che parla dei produttori di ricambi alternativi, citando ISAM: questi produttori, mettendosi in diretta competizione con le case auto le costringono ad abbassare i prezzi; propongono infatti ricambi alternativi, di pari qualità ma ad un prezzo a volte (come nel caso di ISAM) ridotto anche del 30% rispetto quelli originali, un dato in linea anche con una recente indagine dell’ADAC.
fonte: carrozzeria.it
Automobilweb invece propone una soluzione economica e veloce che ti permette di trovare il ricambio usato con pochi clic, inviando una richiesta a tutti gli autodemolitori e ricambisti iscritti al portale: con la sezione di Ricerca Ricambi si possono confrontare le offerte direttamente sulla propria email o sul cellulare.
Partendo dalla lamentela di un lettore, il mensile ha analizzato il costo di vendita dei principali pezzi di ricambio delle automobili, giungendo a conclusioni piuttosto scontate per chi lavora nel settore, ma che fa comunque un certo effetto vedere nero su bianco.
Sebbene infatti nella maggior parte dei casi si tratti di parti in plastica all’apparenza semplici e basilari, il loro costo può raggiungere anche diverse centinaia di euro e, soprattutto, può variare notevolmente da un modello di automobile ad un altro.
Un esempio eclatante che la rivista ci propone è lo spoiler, che per una Renault Clio II costa 50 euro, mentre per una Toyota Rav4 III raggiunge i 1.130 euro (listino al pubblico); per rimanere su cifre più contenute si pensi alla calotta del retrovisore, 19 euro per la Smart For Two, ben 80 per la Nissan Quashqai. Per quanto riguarda, infine, lo spoiler inferiore del paraurti posteriore, per cambiarlo ad una Chevrolet Spark si spendono 26 euro, che diventano 480 nel caso di una Suzuki SX4.
Rimanendo in argomento, va detto che anche i ricambi interni non scherzano affatto in quanto a prezzi, il più costoso può risultare lo sportello del vano portaoggetti, che varia dai 32 euro della Fiat Panda ai 251 della Toyota Yaris; idem per l’aletta parasole, 8 euro per la Dacia Duster e 174 euro per la Hyundai ix35, e per il posacenere, 12 euro per chi possiede una Renault Clio, 62 per i proprietari della Toyota Yaris.
Ma quali sono i fattori determinanti di questi prezzi e, soprattutto, cosa incide sulla sproporzione tra un marchio e un altro?
Quattroruote illustra come il costo di produzione di questa tipologia di ricambi dipenda più che altro costo di realizzazione dello stampo (essendo principalmente fatti di plastica). Dunque l’unico modo per ammortizzare questo costo è “spalmarlo” sul numero di ricambi prodotti, allo stesso tempo, però, nessuna casa automobilistica produrrebbe quantitativi industriali di ricambi di pezzi che, tendenzialmente, non vengono mai cambiati durante l’intero arco di vita di un automobile. È presto spiegato perché, per assurdo, alcuni dei pezzi più piccoli costano di più: ne vengono prodotti di meno.
All’interno dell’articolo è presente anche un box che parla dei produttori di ricambi alternativi, citando ISAM: questi produttori, mettendosi in diretta competizione con le case auto le costringono ad abbassare i prezzi; propongono infatti ricambi alternativi, di pari qualità ma ad un prezzo a volte (come nel caso di ISAM) ridotto anche del 30% rispetto quelli originali, un dato in linea anche con una recente indagine dell’ADAC.
fonte: carrozzeria.it
Automobilweb invece propone una soluzione economica e veloce che ti permette di trovare il ricambio usato con pochi clic, inviando una richiesta a tutti gli autodemolitori e ricambisti iscritti al portale: con la sezione di Ricerca Ricambi si possono confrontare le offerte direttamente sulla propria email o sul cellulare.
mercoledì 14 novembre 2012
Invernali: la sicurezza non è più un optional
A battere tutti sul tempo già il mese scorso è stato il Comune di Modena, con la prima ordinanza che impone, dal 15 novembre 2012 al 15 aprile 2013, l'uso di pneumatici invernali o le catene a bordo per circolare su strade ghiacciate o innevate. E disposizioni analoghe sono già pronte: lo scorso anno sono state ben 250 in tutta Italia. Peccato, però, che si attenda tuttora un'applicazione coerente del calendario, senza obblighi indiscriminati, e uniforme per aree climatiche; ma tant'è. E se da un lato l'offerta di mercato è ampia, con prodotti di ultima generazione proposti da tutti i marchi più noti, dall'altro si ripropone, ingigantito dalla crisi, il dualismo tra chi vive il cambio gomme stagionale come un'ulteriore gabella e chi ragiona invece sulla sicurezza, propria e altrui.
Per esperienza diretta e magari con l'inequivocabile conforto delle cifre dell'incidentalità. Alle basse temperature, infatti, non solo su neve e ghiaccio ma anche sul bagnato, come da ripetute prove, gli spazi di frenata si riducono in misura piuttosto netta; e il maggiore grip rispetto agli estivi, la cui mescola al freddo s'indurisce pericolosamente, può evitare d'incappare in situazioni senza uscita. Se in Germania quasi il 90% degli automobilisti monta puntualmente gomme invernali, nel nostro Paese si stima sia non più di uno su cinque; a fronte dei 35 milioni di pezzi ordinati lo scorso anno dai gommisti tedeschi, nell'inverno 2011-2012 i colleghi italiani ne hanno acquistati una decina di milioni piazzandone poco più di 8; tutto ciò nel quadro di un mercato europeo capace di assorbire 236 milioni di pezzi.
Ecco allora il rinnovato impegno dei produttori, con un ventaglio d'offerta sempre più vasto e segmentato, che ha sortito chiari miglioramenti pur nell'arco di una sola generazione, e pneumatici invernali con cui viaggiare disinvolti e in sicurezza come d'estate, senza patemi e senza privare del piacere di guida. Non esiste però un prodotto universale, valido a prescindere dalle condizioni invernali che distinguono regioni climatiche e Paesi, né buono per qualsiasi vettura.
E la conferma viene dai cataloghi delle Case: ecco Pirelli, che annovera l'ormai rodato Winter Sottozero Serie II, destinato a berline e sportive di grossa cilindrata, in un segmento cui si rivolge anche il nuovo Michelin Pilot Alpin PA4, con un disegno direzionale per le sole Porsche e asimmetrico per tutte le altre, accanto a lamelle autobloccanti, mescole più elastiche e battistrada più scolpiti rispetto al predecessore. A city car e auto di fascia media il brand della Bicocca dedica invece il Winter Snowcontrol Serie 3, che può contare su un disegno inedito e un profilo battistrada più arrotondato, nonché mescole concepite per migliorare l'equilibrio tra le prestazioni su bagnato e neve.
È una fascia di prodotto, questa, rimpolpata di recente dai modelli Goodyear UltraGrip 8 (anche nella nuova versione Performance) e Dunlop SP Winter Sport 4D, entrambi accreditati di una riduzione della resistenza al rotolamento di oltre il 10% nel confronto coi predecessori, e dal pneumatico Bridgestone Blizzak LM-32; sono tutti unidirezionali e disponibili per cerchi da 15" a 19" (Bridgestone aggiunge la misura dei 20"). A loro si affianca il nuovo Continental ContiWinterContact TS850, caratterizzato da lamelle sinusoidali, fianchi più rigidi e impronta a terra più ampia per superare di slancio le performance dei precedenti TS830 e, con dimensioni a partire da 13", Nokian WR D3, Vredestein Snowtrac 3, nonché l'ultimo nato Yokohama, l'Iceguard IG30: un modello dalla mescola nordica progettata per restare morbida anche alle temperature più basse e dunque votato a un impiego preferenziale di tipo alpino.
La categoria più affollata di novità è però quella degli invernali per Suv e crossover, che vedono gli inediti Pirelli Scorpion Winter surclassare i precedenti Scorpion Ice & Snow e i Michelin Latitude Alpin LA2 accreditati di prestazioni superiori alla prima generazione in tutte le condizioni ambientali, in una competizione aperta ai Goodyear UltraGrip Suv, Bridgestone Blizzak LM-80 e Yokohama W.drive V902; gomma, quest'ultima, dichiaratamente trasversale, potendo equipaggiare sia 4x4 che auto con misure da 15 a 21 pollici. Non mancano, infine, le iniziative promozionali: Pirelli e Bridgestone, a fronte dell'acquisto di un treno d'invernali, offrono rispettivamente un buono del valore massimo di 200 euro una tessera Mediaset Premium con ricarica di 3 mesi.
di Diego Luigi Marin per ilSole24Ore
Affidati ad un esperto per il cambio pneumatici invernali: cercalo con Automobilweb.it
Guida all'acquisto di ricambi usati
Una guida
all'acquisto dei ricambi usati per tutti quegli automobilisti che non vogliono
sbagliare la scelta dei pezzi necessari a mantenere in ottimo stato di salute
la propria vettura. E' fondamentale, infatti, saper individuare nel
migliore dei modi i ricambi più adatti per dormire sonni sereni, con sollievo
personale e del proprio portafogli.
Cosa c’è da sapere
Mantenere in
perfetta forma l'auto può essere un compito arduo. Molte volte si è costretti a
spendere tempo e denaro preziosi per cercare di ridurre al minimo la propria
vettura ai rischi del caso. Ecco acuni saggi consigli nella guida
all'acquisto di ricambi usati.
E’ sempre
buona abitudine farsi accompagnare da una persona che conosca tutto
ciò che c'è da sapere per portare a casa, a buon prezzo, il pezzo tanto
agognato per la vostra auto.
I pezzi di
ricambio nuovi di zecca possono infatti costare anche un occhio della testa e,
in taluni casi, non sono neanche disponibili. Specie per ciò che
riguarda le auto nipponiche, o comunque non europee, sono numerose le
segnalazioni di lamentele che dipendono direttamente dai tempi da calenda greca
necessari per ottenere il ricambio.
Anche per
questo motivo può essere utile rivolgersi al mercato dell'usato. Dove?
Un'idea è quella di recarsi su internet e cercare il più vicino centro di
autodemolizione. Questo tipo di ditte infatti si occupano di dismettere le auto
vecchie e rivendere i pezzi ancora intatti. Dalla carrozzeria al motore,
potrete trovare tutto ciò che serve.
Ma
attenzione però: per un'ottima verifica del rapporto qualità/prezzo, lo
ribadiamo, è sempre meglio servirsi di una consulenza da parte di una persona
fidata.
Su internet
- La guida all'acquisto di ricambi usati non può prescindere da un riferimento a internet. Può capitare di dover effettuare varie tappe prima di trovare l'agognato pezzo. Il web va incontro a chi ha problemi del genere attraverso siti che offrono motori di ricerca ad hoc.
- Automobilweb.it ha una sezione apposita dedicata alla ricerca di ricambi: basta inserire marca, modello auto, ricambio e il tuo contatto per inviare una richiesta ricambio a tutti gli autodemolitori e ricambisti d’Italia. Prova il servizio in tutta sicurezza!
Iscriviti a:
Commenti (Atom)


