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giovedì 13 dicembre 2012

Pneumatici invernali, catene, o entrambi?



L’obbligo di avere a bordo catene da neve o di essere equipaggiati con pneumatici invernali è scattato su numerose strade italiane lo scorso 15 novembre. Si tratta di un provvedimento volto a garantire maggiore sicurezza negli spostamenti in caso di condizioni atmosferiche difficili. Ma, proprio in questi giorni, con la prima neve che è iniziata a cadere sulle nostre strade, il maxiemendamento al DL Sviluppo ha posto qualche dubbio sull’equipaggiamento inveranle necessario.

Il caos sulla questione è scoppiato a causa dell’introduzione di una comma, nella legge di conversione del decreto, dove si sancisce che gli enti gestori di particolari tratti di strada possono prevedere l’obbligo di montare in via esclusiva pneumatici invernali. Decade quindi l’equivalenza tra gomme invernali e catene? Secondo quando dichiarato dallo stesso sottosegretario alle Infrastrutture Improta assolutamente no. La disposizione riguarderebbe situazioni meteo assolutamente eccezionali di fronte alle quali l’autorizzazione al transito andrebbe al ricadere su chi gestisce il tratto. Il tutto solamente nel caso in cui «non sia possibile garantire adeguate condizioni di sicurezza per la circolazione stradale e per l'incolumità delle persone mediante il ricorso a soluzioni alternative».

Nonostante le rassicurazioni del governo le polemiche non mancano. Potrebbe infatti accadere che su tratti limitrofi siano in vigore obblighi di dotazioni invernali diverse, elemento che renderebbe decisamente complicati anche i controlli. La critica sull’emendamento arriva direttamente all’Asaps, l'associazione sostenitori della Polstrada che non vede come questa disposizione possa effettivamente contribuire ad aumentare la sicurezza stradale.

La partita non è comunque ancora chiusa, e visti i dubbi sollevati da più parti, è possibile che prima dell conclusione dell’iter parlamentare la norma subisca ulteriori modifiche.
Fonte: automania.it

mercoledì 21 novembre 2012

Rca auto, cosa cambia (ed è importante saperlo) dal 1 gennaio 2013

A partire dal 1 gennaio 2013, il contratto di assicurazione RCA per l’auto non si rinnoverà più automaticamente, per cui non opererà la tolleranza di 15 giorni dopo la scadenza: chi non provvederà, entro tale data, al rinnovo della polizza sarà soggetto al sequestro del veicolo.


A partire dal 1 gennaio 2013, il contratto di assicurazione RCA per l’auto non si rinnoverà più automaticamente, per cui non opererà la tolleranza di 15 giorni dopo la scadenza
Come noto, sino ad oggi, nel caso di contratto di assicurazione RCA con la clausola di rinnovo tacito della polizza alla scadenza (quasi la totalità dei casi), era stabilita una tolleranza di quindici giorni durante i quali, se l'assicurato non aveva richiesto la disdetta, poteva comunque giovare della copertura assicurativa pur in assenza di pagamento del premio [1]. Inoltre, all'automobilista non veniva elevata alcuna multa se trovato con l'assicurazione scaduta purché entro i cinque giorni successivi a detta scadenza (sia che sorpreso alla guida, sia che il veicolo venga notato in sosta con il contrassegno scaduto).

Tuttavia, una recentissima riforma [2], a tutti passata inosservata, ha cambiato questa regola. Dal primo gennaio prossimo, per tutti i contratti di assicurazione obbligatoria RCA l'assicurato non potrà più beneficiare, alla scadenza, della tolleranza di quindici giorni. Infatti, la nuova legge impedirà il rinnovo tacito delle polizze assicurative che, pertanto, avranno una durata massima di un anno. Le eventuali clausole in contrasto con tale dettato saranno nulle.
Per le clausole di tacito rinnovo previste nei contratti anteriori al 20 ottobre 2012, la nullità scatterà solo a partire dal 1° gennaio 2013.

In caso di contratti in corso di validità alla data del 20 ottobre con clausola di tacito rinnovo, le imprese di assicurazione dovranno comunicare per iscritto ai contraenti la perdita di efficacia della clausola con congruo anticipo rispetto alla scadenza del termine originariamente pattuito.

Questa modifica cambierà anche le regole rispetto ai controlli effettuati dalle forze dell'ordine: chi sarà trovato senza copertura assicurativa, anche durante il "vecchio" periodo di franchigia dei 15 giorni, subirà una sanzione di 798 euro e il sequestro immediato del veicolo finalizzato alla confisca.

[1] Più precisamente la copertura assicurativa era operativa comunque nei 15 giorni successivi alla scadenza nel caso di rata intermedia (generalmente semestrale), mentre, in caso di scadenza annuale del contratto senza clausola di tacito rinnovo, era comunque necessario controllare se la compagnia concedesse o meno i 15 giorni di proroga della copertura.
[2] Art. 22 del DL. 179 del 18.10.2012, che ha introdotto l'art. 170-bis al D.lgs. 209/2005 (codice delle assicurazioni private)
Fonte: Studio Legale Avv. Angelo Greco (www.avvangelogreco.it) 

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martedì 20 novembre 2012

Revisioni auto: nuove regole europee

Nuove regole renderanno uguali in tutta Europa le revisioni di auto e moto 

Una proposta di regolamento potrebbe a breve modificare la disciplina delle revisioni dei veicoli a motore all'interno di tutti i Paesi dell'Unione Europea.
L'obiettivo è quello di prevedere norme più rigide al fine di integrare l'azione che mira a dimezzare il numero di vittime per incidenti stradali entro il 2020 sulle strade del nostro Continente.
L'iniziativa avrà quindi l'intento di andare ad aggiungersi alle altre misure già applicate da tutte le nazioni, che vanno dalle campagne di sensibilizzazione ai controlli della velocità sulle strade.

La scuola italiana

Per la verità, la proposta di regolamento pensata per armonizzare le norme in tutta l'Unione non rivoluziona quanto in vigore in Italia.
Le nostre revisioni,  infatti, sono all'avanguardia non solo a livello europeo, ma anche in  ambito mondiale, visto che già da tempo prevedono scadenze piuttosto  ravvicinate, e soprattutto comprendono tutti i veicoli a motore.
Compresi ciclomotori e motocicli a due, tre e quattro ruote, che in altri Paesi sono ancora esclusi dai controlli periodici di sicurezza.

 

Verifiche annuali per chi viaggia di più

Si  parla quindi di introdurre un intervallo molto simile a quello in  vigore da noi che, lo ricordiamo, prevede la prima revisione a quattro  anni dalla prima immatricolazione del veicolo, e successivamente ogni  due anni.
Rispetto a questo programma, però, ci sono alcune varianti. Dalla terza scadenza in poi la verifica di sicurezza passerebbe da biennale ad annuale, ma la revisione ogni 12 mesi  diventerebbe obbligatoria per tutti i veicoli che superano una  percorrenza di 160.000 chilometri. Indipendentemente dall'anzianità.
Nuova  è anche l'intenzione di dare valore di prova giuridica registrata la  lettura del chilometraggio, per evitare frodi, e la possibilità di  effettuare le verifiche in tutte le officine autorizzate europee, non solo in quelle del Paese nel quale l'auto è stata immatricolata.

Controlli su strada per camion e furgoni

Tra  le novità, è inoltre prevista l'introduzione di test più mirati per  valutare le condizioni delle sospensioni, e del corretto funzionamento  dei sistemi elettronici di controllo per la sicurezza.
A questi si dovrebbero poi aggiungere controlli tecnici su strada per tutti i veicoli commerciali, oltre a quelli già previsti per i veicoli industriali con peso superiore ai 35 quintali.

mercoledì 14 novembre 2012

Invernali: la sicurezza non è più un optional




Le coperture termiche sono spesso un obbligo: ecco le nuove proposte

A battere tutti sul tempo già il mese scorso è stato il Comune di Modena, con la prima ordinanza che impone, dal 15 novembre 2012 al 15 aprile 2013, l'uso di pneumatici invernali o le catene a bordo per circolare su strade ghiacciate o innevate. E disposizioni analoghe sono già pronte: lo scorso anno sono state ben 250 in tutta Italia. Peccato, però, che si attenda tuttora un'applicazione coerente del calendario, senza obblighi indiscriminati, e uniforme per aree climatiche; ma tant'è. E se da un lato l'offerta di mercato è ampia, con prodotti di ultima generazione proposti da tutti i marchi più noti, dall'altro si ripropone, ingigantito dalla crisi, il dualismo tra chi vive il cambio gomme stagionale come un'ulteriore gabella e chi ragiona invece sulla sicurezza, propria e altrui.

Per esperienza diretta e magari con l'inequivocabile conforto delle cifre dell'incidentalità. Alle basse temperature, infatti, non solo su neve e ghiaccio ma anche sul bagnato, come da ripetute prove, gli spazi di frenata si riducono in misura piuttosto netta; e il maggiore grip rispetto agli estivi, la cui mescola al freddo s'indurisce pericolosamente, può evitare d'incappare in situazioni senza uscita. Se in Germania quasi il 90% degli automobilisti monta puntualmente gomme invernali, nel nostro Paese si stima sia non più di uno su cinque; a fronte dei 35 milioni di pezzi ordinati lo scorso anno dai gommisti tedeschi, nell'inverno 2011-2012 i colleghi italiani ne hanno acquistati una decina di milioni piazzandone poco più di 8; tutto ciò nel quadro di un mercato europeo capace di assorbire 236 milioni di pezzi.

Ecco allora il rinnovato impegno dei produttori, con un ventaglio d'offerta sempre più vasto e segmentato, che ha sortito chiari miglioramenti pur nell'arco di una sola generazione, e pneumatici invernali con cui viaggiare disinvolti e in sicurezza come d'estate, senza patemi e senza privare del piacere di guida. Non esiste però un prodotto universale, valido a prescindere dalle condizioni invernali che distinguono regioni climatiche e Paesi, né buono per qualsiasi vettura.

E la conferma viene dai cataloghi delle Case: ecco Pirelli, che annovera l'ormai rodato Winter Sottozero Serie II, destinato a berline e sportive di grossa cilindrata, in un segmento cui si rivolge anche il nuovo Michelin Pilot Alpin PA4, con un disegno direzionale per le sole Porsche e asimmetrico per tutte le altre, accanto a lamelle autobloccanti, mescole più elastiche e battistrada più scolpiti rispetto al predecessore. A city car e auto di fascia media il brand della Bicocca dedica invece il Winter Snowcontrol Serie 3, che può contare su un disegno inedito e un profilo battistrada più arrotondato, nonché mescole concepite per migliorare l'equilibrio tra le prestazioni su bagnato e neve.

È una fascia di prodotto, questa, rimpolpata di recente dai modelli Goodyear UltraGrip 8 (anche nella nuova versione Performance) e Dunlop SP Winter Sport 4D, entrambi accreditati di una riduzione della resistenza al rotolamento di oltre il 10% nel confronto coi predecessori, e dal pneumatico Bridgestone Blizzak LM-32; sono tutti unidirezionali e disponibili per cerchi da 15" a 19" (Bridgestone aggiunge la misura dei 20"). A loro si affianca il nuovo Continental ContiWinterContact TS850, caratterizzato da lamelle sinusoidali, fianchi più rigidi e impronta a terra più ampia per superare di slancio le performance dei precedenti TS830 e, con dimensioni a partire da 13", Nokian WR D3, Vredestein Snowtrac 3, nonché l'ultimo nato Yokohama, l'Iceguard IG30: un modello dalla mescola nordica progettata per restare morbida anche alle temperature più basse e dunque votato a un impiego preferenziale di tipo alpino.

La categoria più affollata di novità è però quella degli invernali per Suv e crossover, che vedono gli inediti Pirelli Scorpion Winter surclassare i precedenti Scorpion Ice & Snow e i Michelin Latitude Alpin LA2 accreditati di prestazioni superiori alla prima generazione in tutte le condizioni ambientali, in una competizione aperta ai Goodyear UltraGrip Suv, Bridgestone Blizzak LM-80 e Yokohama W.drive V902; gomma, quest'ultima, dichiaratamente trasversale, potendo equipaggiare sia 4x4 che auto con misure da 15 a 21 pollici. Non mancano, infine, le iniziative promozionali: Pirelli e Bridgestone, a fronte dell'acquisto di un treno d'invernali, offrono rispettivamente un buono del valore massimo di 200 euro una tessera Mediaset Premium con ricarica di 3 mesi.

di Diego Luigi Marin per  ilSole24Ore


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mercoledì 7 novembre 2012

L'etichetta entra nella Carta d'Identità del penumatico

lo scorso mese abbiamo anticipato l'entrata in vigore della nuova norma. Oggi approfondiamo l'argomento con le opinioni delle associazioni e qualche suggerimento utile.

L’etichettatura dei pneumatici (regolamento europeo 1222/2009), obbligatoria dal 1 novembre 2012 sulle gomme auto, trasporto leggero e autocarro prodotte dal 1 luglio 2012, è un cambiamento epocale per il mondo dei pneumatici e deve essere accompagnato da grande professionalità da parte di tutti gli attori del mercato, da una comunicazione chiara e incisiva e da adeguati controlli, al fine di tutelare la concorrenza leale, le scelte consapevoli dell’utilizzatore finale e la sicurezza stradale.
Il labelling riguarda tre parametri principali: resistenza al rotolamento (bassa resistenza al rotolamento vuol dire anche minori emissioni di CO2 e minor consumo di carburante), aderenza sul bagnato e rumorosità.
“L’etichettatura dei pneumatici è un vantaggio per il consumatore che avrà alcuni elementi oggettivi per poter orientare le proprie scelte che si aggiungeranno a quelli che vengono abitualmente valutati durante il processo di acquisto”, afferma Fabio Bertolotti, direttore Assogomma. “Questa novità dovrà però essere accompagnata da una efficace attività di controllo sul mercato da parte delle autorità preposte. Senza controlli infatti si favorirà la frode in commercio con vendita di prodotti non conformi a tutto svantaggio sia del consumatore finale che dei costruttori corretti, vanificando gli sforzi tecnologici finalizzati a migliorare efficienza economica, ambientale e di sicurezza stradale.
L’etichetta si presta per sua natura a possibili usi non corretti o addirittura a contraffazione. E’ pertanto necessario che il nostro paese attivi nel più breve tempo possibile un sistema di controllo sul mercato volto ad evitare che si verifichino inadempimenti con danni ai consumatori, ma anche ai costruttori seri. In caso di contraffazione infatti si devono applicare le sanzioni previste dal Codice del consumo, il provvedimento emanato nel 2005 che raccoglie tutta la normativa a tutela del consumatore”.


 

L’etichetta entra nella Carta d’Identità del pneumatico

Il labelling segna indubbiamente l’inizio di una nuova era nel settore gomme, e proprio per l’importanza della novità che le Associazioni promotrici di ‘Pneumatici Sotto Controllo’, Assogomma e Federpneus, hanno deciso di valorizzarne al massimo i contenuti e la comunicazione, utilizzando anche uno strumento molto utile e apprezzato dai professionisti del settore e dagli utenti: la Carta d’Identità del pneumatico.
“Tutto quello che contribuisce a migliorare la trasparenza nei confronti del consumatore è benvenuto da Federpneus - sottolinea il presidente di Federpneus Guido Schiavon - in quest’ottica il labelling è sicuramente un passo in avanti, tanto è vero che nella nuova versione della Carta d’Identità del pneumatico, realizzata insieme ad Assogomma, vi è lo schema da compilare con i dati dell’etichettatura degli pneumatici venduti.
Non dimentichiamo tuttavia che la nuova norma riguarda solo alcuni aspetti delle prestazioni degli pneumatici. Resta quindi imprescindibile la professionalità del rivenditore specialista che può dare i giusti consigli nella scelta degli  pneumatici rispetto alle esigenze del veicolo, dello stile di guida, dell’utilizzo del mezzo e, fattore molto importante in questi periodi, del giusto rapporto qualità prezzo”.
La Carta d’Identità del pneumatico, è, dal nome stesso, un documento di identificazione dei pneumatici dei clienti contenente i dati principali della singola gomma e anche molte informazioni utili su uso e manutenzione.
La nuova edizione 2012 ha recepito appunto i contenuti dell’etichettatura del pneumatico a tutto vantaggio dell’automobilista.
La Carta, valorizzata dal Patrocinio del Ministero dei trasporti, è un documento che ciascun automobilista e motociclista privato può ricevere, gratuitamente, dal proprio rivenditore di fiducia all’atto dell’acquisto di pneumatici di qualsiasi marca.
E’ stata concepita per mettere tutti i consumatori nelle condizioni di utilizzare al meglio i propri pneumatici e inoltre può accompagnare lo scontrino o il documento fiscale illustrando i termini della garanzia per i beni di consumo.
Questo documento (non obbligatorio), è stato realizzato alcuni anni fa e ancora adesso resta uno degli strumenti di maggior appeal per il rivenditore specialista.
‘Pneumatici Sotto Controllo’ mette a disposizione sul sito ufficiale www.pneumaticisottocontrollo.it, in homepage, la Carta d’Identità online. In questo modo è possibile compilarla online e il sistema genererà un documento che potrà essere stampato per consegnarlo al cliente e salvato sul proprio pc per archiviare la pratica.
Nella sezione relativa ai dati del pneumatico sono indicati marca, misura, indice di carico, codice di velocità, nome commerciale e dot, e ora anche i parametri dell’etichettatura: 5 colonne nuove, 4 dedicate al labelling con resistenza al rotolamento, aderenza sul bagnato e rumorosità e una dedicata al pneumatico invernale. Grazie a comodi menu a tendina è possibile selezionare i parametri di ogni singolo pneumatico (da ‘A’ a ‘G’ per resistenza al rotolamento e aderenza sul bagnato, da 1 a 3 ‘ondine’ per il rumore) e aggiungere i decibel relativi alla rumorosità.
La Carta d’Identità è un efficace strumento di comunicazione, di fidelizzazione e di identificazione del vero ‘professionista del pneumatico’.

fonte: Pneurama.com

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