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mercoledì 30 ottobre 2013
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martedì 7 maggio 2013
UNRAE: senza usato si chiude.
Da qualche mese i dati UNRAE 2012 sono diventati ufficiali. Dati, Cifre e per chi sa leggere…sono fatti.
Andiamo per ordine e vediamo un pò cosa ci dicono: Vendite Nuovo 1.401.955, Vendite Usato 4.100.000 incluse le minivolture!
Le Vendite Nuovo si dividono in Privati (64%), Società (18%) e Noleggio (18%). Le Vendite di Usato “reale” (cioè a privati) è di 2.400.000!
Lo stesso CSP, del Prof. Quagliano,
ci rivela che nel 2012, in un crescendo nell’ultimo triennio, il
rapporto Nuovo/Usato è di 1:1,79. Sottolineando come ciò non sia dovuto
ad un’emancipazione del consumatore italiano, che si parifica a quello
europeo, ma solo ad una tendenza influenzata dalla situazione economica
congiunturale.
C’è un dato ancora più interessante che ci fornisce sempre UNRAE, vale a dire che il 56.6% dei passaggi di proprietà è tra privati. Cioè il 56.6% di 2.400.000 (vale a dire 1.358.400) preferisce una trattativa privata senza l’intermediazione di un dealer/salonista.
Ad onore del vero, da questo 56.6%, bisogna togliere qualcosa di C/Vendita; ma è anche vero che questo, il C/Vendita, è un valore in continuo calo.
Fortunatamente l’Agenzia delle Entrate, da qualche anno, sta sanzionando questa forma di gestione volta solo all’evasione e all’elusione fiscale. Non da ultimo il CdC, e la giurisprudenza lo sottolinea in ogni sentenza, sta rendendo inutile questo sotterfugio.
Ritornando ai numeri possiamo concludere che esiste un volume di compravendita di auto usate, tra privati, almeno pari allo stesso che avviene nelle concessionarie.
C’è un numero consistente di clienti, più o meno costante nel tempo, che preferisce perdere intere giornate per cercare in giro un auto, subendo rischi amministrativi, sopportando tutta l’alea di un mezzo meccanico senza alcuna tipo di tutela specifica…piuttosto che rivolgersi ad un Dealer, con tutte le garanzie e i servizi che la legge può offrire.
Forte questa vero? Ma di chi è la colpa? Ma il consumatore finale è proprio così sprovveduto?
Beh, non è proprio così!
Le incorrettezze che per decenni sono state perpetuate ai danni dei clienti in buona fede hanno portato a delegittimare un’intera categoria; individuandola come il male peggiore del sistema.
Riusciamo a trovare una soluzione? Si, solo nel momento in cui la parte sana del sistema sarà la maggioranza…e oggi non lo è, per storia p regressa e per comportamenti attuali.
Gli operatori telefonici, da qualche tempo, vendono i propri telefoni con un estratto del Codice del Consumo; responsabilizzando il consumatore finale sui suoi diritti e sulla possibilità di esercitarli in sede giuridica.
Perchè nessuna Casa Automobilistica, o associazione di categoria, non crea un disciplinare in cui insieme al contratto (o meglio già al preventivo) c’è un estratto del CdC? Semplicemente perchè tutti, anche i più onesti, vogliono comunque mani libere per fare i propri comodi.
Eppure basterebbe solo questo per dare una sterzata ai dati e indirizzare un flusso di denaro che entrerebbe nei concessionari in termini di ripristini, accessori, fidelizzazione del cliente, finanziamenti, spese amministrative…un flusso di denaro che potrebbe arrivare a RADDOPPIARE il fatturato dell’usato!
Invece che succede? Che pseudo-associazioni, o dovremmo dire pseudo-lobby, si presentano dal potente di turno con il cappello in mano a richiedere qualche briciola (MLN di euro) per poter sopravvivere in attesa della ripresa. Ma non sarebbe più semplice smetterla di fare i furbi e costringere questi “disonesti” a lasciare il mercato?
Le Case Automobilistiche potrebbero smetterla di fare i soliti Flagship Programme affidati in outsourcing alle solite società?
I Leader del mercato dell’usato, parlo di FGA, VW, Ford, Opel, Renault, Mercedes, BMW e le loro succursali non potrebbero essere gli attori di questo cambiamento “epocale”, per l’Italia, invece di gestire l’usato solo come la valvola di sfogo del remarketing/stock locator?
Questo articolo è stato pubblicato da Pietro Montagna lunedì, aprile 22, 2013 alle 7:10 AM, su automotivespace.it
Andiamo per ordine e vediamo un pò cosa ci dicono: Vendite Nuovo 1.401.955, Vendite Usato 4.100.000 incluse le minivolture!
Le Vendite Nuovo si dividono in Privati (64%), Società (18%) e Noleggio (18%). Le Vendite di Usato “reale” (cioè a privati) è di 2.400.000!
C’è un dato ancora più interessante che ci fornisce sempre UNRAE, vale a dire che il 56.6% dei passaggi di proprietà è tra privati. Cioè il 56.6% di 2.400.000 (vale a dire 1.358.400) preferisce una trattativa privata senza l’intermediazione di un dealer/salonista.
Ad onore del vero, da questo 56.6%, bisogna togliere qualcosa di C/Vendita; ma è anche vero che questo, il C/Vendita, è un valore in continuo calo.
Fortunatamente l’Agenzia delle Entrate, da qualche anno, sta sanzionando questa forma di gestione volta solo all’evasione e all’elusione fiscale. Non da ultimo il CdC, e la giurisprudenza lo sottolinea in ogni sentenza, sta rendendo inutile questo sotterfugio.
Ritornando ai numeri possiamo concludere che esiste un volume di compravendita di auto usate, tra privati, almeno pari allo stesso che avviene nelle concessionarie.
C’è un numero consistente di clienti, più o meno costante nel tempo, che preferisce perdere intere giornate per cercare in giro un auto, subendo rischi amministrativi, sopportando tutta l’alea di un mezzo meccanico senza alcuna tipo di tutela specifica…piuttosto che rivolgersi ad un Dealer, con tutte le garanzie e i servizi che la legge può offrire.
Forte questa vero? Ma di chi è la colpa? Ma il consumatore finale è proprio così sprovveduto?
Beh, non è proprio così!
Le incorrettezze che per decenni sono state perpetuate ai danni dei clienti in buona fede hanno portato a delegittimare un’intera categoria; individuandola come il male peggiore del sistema.
Riusciamo a trovare una soluzione? Si, solo nel momento in cui la parte sana del sistema sarà la maggioranza…e oggi non lo è, per storia p regressa e per comportamenti attuali.
Gli operatori telefonici, da qualche tempo, vendono i propri telefoni con un estratto del Codice del Consumo; responsabilizzando il consumatore finale sui suoi diritti e sulla possibilità di esercitarli in sede giuridica.
Perchè nessuna Casa Automobilistica, o associazione di categoria, non crea un disciplinare in cui insieme al contratto (o meglio già al preventivo) c’è un estratto del CdC? Semplicemente perchè tutti, anche i più onesti, vogliono comunque mani libere per fare i propri comodi.
Eppure basterebbe solo questo per dare una sterzata ai dati e indirizzare un flusso di denaro che entrerebbe nei concessionari in termini di ripristini, accessori, fidelizzazione del cliente, finanziamenti, spese amministrative…un flusso di denaro che potrebbe arrivare a RADDOPPIARE il fatturato dell’usato!
Invece che succede? Che pseudo-associazioni, o dovremmo dire pseudo-lobby, si presentano dal potente di turno con il cappello in mano a richiedere qualche briciola (MLN di euro) per poter sopravvivere in attesa della ripresa. Ma non sarebbe più semplice smetterla di fare i furbi e costringere questi “disonesti” a lasciare il mercato?
Le Case Automobilistiche potrebbero smetterla di fare i soliti Flagship Programme affidati in outsourcing alle solite società?
I Leader del mercato dell’usato, parlo di FGA, VW, Ford, Opel, Renault, Mercedes, BMW e le loro succursali non potrebbero essere gli attori di questo cambiamento “epocale”, per l’Italia, invece di gestire l’usato solo come la valvola di sfogo del remarketing/stock locator?
Questo articolo è stato pubblicato da Pietro Montagna lunedì, aprile 22, 2013 alle 7:10 AM, su automotivespace.it
martedì 19 febbraio 2013
Al via le prenotazioni dei contributi per l'acquisto dei veicoli a basse emissioni
Per il triennio 2013-2015 sono stati stanziati in tutto 120 milioni di
euro, di cui 40 mld per il 2013, 35 mln per l’anno 2014 e 45 mln per
l’anno 2015.
La ripartizione delle risorse per il 2014 e il 2015 verrà di volta in volta rideterminata in base all’andamento registrato nell’anno precedente, attraverso un decreto del Ministero dello sviluppo economico, pubblicato entro il 15 gennaio di ciascun anno.
Per maggiori info è online il sito del Ministero dello Sviluppo Economico - www.bec.mise.gov.it - dedicato ai contributi per l'acquisto di veicoli a basse emissioni complessive (elettrici, ibridi, a metano, a biometano, a gpl, a biocombustibili, a idrogeno) con emissioni di CO2 non superiori a 120 g/km.
La misura di incentivazione contenuta nella Legge Sviluppo dello scorso anno (L. 134/2012) rientra in un più ampio programma nazionale a sostegno della mobilità sostenibile ed è rivolta prevalentemente all’acquisto di veicoli aziendali e per uso pubblico.
Il decreto di attuazione relativo alla norma sugli incentivi per l'acquisto di veicoli a basse emissioni complessive è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 36 del 12.02.2013, pertanto le prenotazioni dei contributi da parte dei concessionari/venditori saranno possibili a partire dal prossimo 14 marzo.
fonte: Pnaurama Weekly
La ripartizione delle risorse per il 2014 e il 2015 verrà di volta in volta rideterminata in base all’andamento registrato nell’anno precedente, attraverso un decreto del Ministero dello sviluppo economico, pubblicato entro il 15 gennaio di ciascun anno.
Per maggiori info è online il sito del Ministero dello Sviluppo Economico - www.bec.mise.gov.it - dedicato ai contributi per l'acquisto di veicoli a basse emissioni complessive (elettrici, ibridi, a metano, a biometano, a gpl, a biocombustibili, a idrogeno) con emissioni di CO2 non superiori a 120 g/km.
La misura di incentivazione contenuta nella Legge Sviluppo dello scorso anno (L. 134/2012) rientra in un più ampio programma nazionale a sostegno della mobilità sostenibile ed è rivolta prevalentemente all’acquisto di veicoli aziendali e per uso pubblico.
Il decreto di attuazione relativo alla norma sugli incentivi per l'acquisto di veicoli a basse emissioni complessive è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 36 del 12.02.2013, pertanto le prenotazioni dei contributi da parte dei concessionari/venditori saranno possibili a partire dal prossimo 14 marzo.
fonte: Pnaurama Weekly
lunedì 28 gennaio 2013
incentivi INAIL 2013 per le carrozzerie
Oltre 155 milioni di euro in incentivi alle imprese per interventi in
favore della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (GU n. 296
del 20-12-2012 ): questo l’impegno finanziario dell’Inail per il nuovo
bando 2012.
I milioni di euro messi complessivamente a disposizione sono ripartiti in budget regionali e sono destinati a progetti di investimento strutturali, all’acquisto di macchinari, all’adozione di un sistema di responsabilità sociale certificato e all’adozione di modelli organizzativi di gestione della sicurezza.
Tra il 15 gennaio e il 14 marzo 2013 la prima fase dell’operazione: le imprese potranno inserire la domanda online sul portale dell’Inail.
In base a quanto stabilito dal bando, il contributo massimo erogabile per ogni progetto è pari a 100mila euro, quello minimo a 5mila.
Per i progetti che comportano contributi superiori a 30mila euro è possibile chiedere un’anticipazione pari al 50%.
I soggetti destinatari dei contributi sono le imprese, anche individuali, ubicate su tutto il territorio nazionale iscritte alla Camera di commercio industria, artigianato ed agricoltura.
Sono ammessi a contributo progetti ricadenti in una delle seguenti tipologie:
1) progetti di investimento;
2) progetti di responsabilità sociale e per l’adozione di modelli organizzativi.
Le imprese possono presentare un solo progetto, per una sola unità produttiva, su tutto il territorio nazionale , riguardante una sola tipologia tra quelle sopra indicate.
Inoltre, per quanto riguarda la riduzione del tasso INAIL:
PROROGA AL 30 GIUGNO 2013
Prorogata al 30 giugno 2013 la validità dell’autocertificazione della valutazione dei rischi per le aziende fino a 10 lavoratori.
II 21 dicembre, con il sì definitivo della Camera dei deputati alla Legge di stabilità 2013, è stata approvata anche la proroga al 30 giugno 2013 della possibilità, prevista dal comma 5 dell’articolo 29 del D.Lgs 81/2008 per le aziende che occupano fino a 10 lavoratori, di autocertificare la valutazione dei rischi.
Il precedente termine del 31 dicembre 2012 previsto dall’articolo 29 è quindi ora spostato al 30 giugno 2013 (termine che era già stato spostato il 12 maggio 2012 per evitare che i datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori fossero obbligati, a decorrere dal 1° luglio 2012, ad elaborare il documento di valutazione dei rischi secondo le procedure ordinarie).
NON risulta PROROGATO quanto previsto dal Decreto Interministeriale del 30/11/2012: i datori di lavoro di imprese fino a 50 lavoratori prive di particolari condizioni di rischio o sotto i 10 lavoratori che si erano avvalse della possibilità di autocertificazione potranno procedere alla valutazione dei rischi sulla base delle Procedure Standardizzate approvate.
fonte: ilcarrozziere.it
I milioni di euro messi complessivamente a disposizione sono ripartiti in budget regionali e sono destinati a progetti di investimento strutturali, all’acquisto di macchinari, all’adozione di un sistema di responsabilità sociale certificato e all’adozione di modelli organizzativi di gestione della sicurezza.
Tra il 15 gennaio e il 14 marzo 2013 la prima fase dell’operazione: le imprese potranno inserire la domanda online sul portale dell’Inail.
In base a quanto stabilito dal bando, il contributo massimo erogabile per ogni progetto è pari a 100mila euro, quello minimo a 5mila.
Per i progetti che comportano contributi superiori a 30mila euro è possibile chiedere un’anticipazione pari al 50%.
I soggetti destinatari dei contributi sono le imprese, anche individuali, ubicate su tutto il territorio nazionale iscritte alla Camera di commercio industria, artigianato ed agricoltura.
Sono ammessi a contributo progetti ricadenti in una delle seguenti tipologie:
1) progetti di investimento;
2) progetti di responsabilità sociale e per l’adozione di modelli organizzativi.
Le imprese possono presentare un solo progetto, per una sola unità produttiva, su tutto il territorio nazionale , riguardante una sola tipologia tra quelle sopra indicate.
Inoltre, per quanto riguarda la riduzione del tasso INAIL:
PROROGA AL 30 GIUGNO 2013
Prorogata al 30 giugno 2013 la validità dell’autocertificazione della valutazione dei rischi per le aziende fino a 10 lavoratori.
II 21 dicembre, con il sì definitivo della Camera dei deputati alla Legge di stabilità 2013, è stata approvata anche la proroga al 30 giugno 2013 della possibilità, prevista dal comma 5 dell’articolo 29 del D.Lgs 81/2008 per le aziende che occupano fino a 10 lavoratori, di autocertificare la valutazione dei rischi.
Il precedente termine del 31 dicembre 2012 previsto dall’articolo 29 è quindi ora spostato al 30 giugno 2013 (termine che era già stato spostato il 12 maggio 2012 per evitare che i datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori fossero obbligati, a decorrere dal 1° luglio 2012, ad elaborare il documento di valutazione dei rischi secondo le procedure ordinarie).
NON risulta PROROGATO quanto previsto dal Decreto Interministeriale del 30/11/2012: i datori di lavoro di imprese fino a 50 lavoratori prive di particolari condizioni di rischio o sotto i 10 lavoratori che si erano avvalse della possibilità di autocertificazione potranno procedere alla valutazione dei rischi sulla base delle Procedure Standardizzate approvate.
fonte: ilcarrozziere.it
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